Proteste
Polveri, si torna in tribunale
Oggi i giudici valutano i reclami del Comune e dei cittadini
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CARRARA. Oggi il caso polveri arriva sul tavolo del collegio del tribunale di Massa, che deve decidere in merito ai due reclami contro l'ordinanza del 14 marso scorso del giudice Ermellini, presentati dal Comune tramite i legali Iaria, Fantoni e Vannucci, e dai cittadini assistiti dagli avvocati Macchiarini e Pasquali. Mentre partono i lavori per le nuove pese con impianto di lavaggio a Miseglia bassa, funzionali alla strada dei marmi, si arriva a questo ennesimo atto della guerra della polveri. Il giudice Ermellini a marzo si era pronunciato respingendo la richieste di Macchiarini e Pasquali di nominare un commissario ad acta per l'esecuzione degli interventi disposti dal giudice Bartolini, e che secondo i cittadini ricorrenti, per buona parte non erano stati eseguiti. Ermellini in particolare aveva imposto al Comune di potenziale l'impianto di lavaggio a Torano, ma non aveva accolto altre richieste dei comitati. L'amministrazione ha sempre sostenuto di avere fatto tutto il possibile tecnicamente, ponendo il traguardo dell'avvio della strada dei marmi come risoluzione definitiva del problema delle polveri sottili nella zona della Lugnola dove transitano i camion del marmo. Insoddisfatte, entrambe le parti avevano presentato a fine marzo i rispettivi reclami contro il dispositivo-Ermellini. Ma la richiesta del Comune di sospensione dell'ordinanza Ermellini è stata respinta dal tribunale che ha fissato a oggi l'udienza per decidere in merito ai due reclami. Il giudice Dragotto ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per concedere la sospensione del provvedimento (chiesta dal Comune «per evitare l'irragionevole realizzazione di un intervento finalizzato a modificare e potenziare un impianto destinato a essere demolito appena dopo essere stato realizzato»). Mentre i legali dei cittdini per la loro contestazione si sono rivolti al giudice Puzone. Così, l'ordinanza emessa dal giudice delle udienze civili, Maurizio Ermellini il 14 marzo scorso, è rimasta in vigore e i legali dei cittadini speravano nell'intervento dell'ufficiale giudiziario. Ma pochi giorni fa il Comune ha annunciato: i lavori del centro di lavaggio, pesatura e controllo dei camion delle cave, «inizieranno il 20 giugno» per essere completati contemporaneamente alla entrata in funzione della via dei marmi. Ed ha anche dichiarato che un ultriore intervento di modifica e di potenziamento (disposti da Ermellini) all'impianto di Torano, sarebbe «del tutto inutile e superfluo», proprio in vista della costruzione del nuovo lavaggio all'imbocatura della galleria Santa Croce. Il collegio (tre giudici) del tribunale oggi valutarà i due reclami. La loro accoglibilità o meno. Resta solo da ricordare che l'ordinanza del giudice Bartolini risale al 2008. Il Comune da allora ha fatto vari interventi per abbattere le polveri sottili (il Pm10 attribuito in buona parte al traffico pesante proveniente dalle cave): ma non abbastanza secondo i cittadini di viale Potrignanto edi via Carriona in zona Lugnola, che da anni subiscono una qualità dell'aria qualificata dall'Arpat (secondo i dati della centralina da traffico) a volte scadente o addirittura pessima.
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