Il Tirreno

«Ora i responsabili politici»

L’avvocato Andrea Lazzari e Nadia Bellè
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L’avvocato Andrea Lazzari e Nadia Bellè

L'avvocato e i parenti del camionista all'attacco

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 MASSA. «Le frane solitamente scendono verso il basso, ma ora speriamo che l'inchiesta salga verso l'alto per capire quali siano le responsabilità politiche». Non usa mezze parole l'avvocato della famiglia Manfredi Andrea Lazzari.  «Dalle perizie - spiega il legale - emergono diversi elementi che fanno riflettere. Ma non ci sembra giusto che a pagare siano solo i tecnici. Ciò che è accaduto è dovuto anche alla mancanza di controlli da parte di enti come il Comune. Per noi sarebbe giusto che anche la politica rispondesse di ciò che è accaduto».  Lazzari fa notare anche il mistero della palizzata costruita su un terreno non interessato dalla frana. «E'stato un errore delle ditte? - si chiede - oppure qualcuno ha chiesto che il lavoro fosse realizzato così per qualche motivo? Qualcuno deve spiegarcelo».  Accanto a Lazzari siede la cugina di Aldo Manfredi Nadia Bellè. Dal giorno della tragedia è lei che fa da portavoce alla famiglia che chiede di avere giustizia per Aldo, travolto e ucciso a 46 anni da una frana mentre si trovava nel terreno retrostante la casa dei genitori. «Fin dall'inizio - spiega la Bellè - abbiamo detto che quelle gabbie pesanti costruite sulla collina avevano peggiorato la situazione. Aldo e mio zio lo avevano detto anche ai tecnici delle ditte e del comune. Ma nessuno li ha mai ascoltati. Adesso le perizie ci paiono confermare quello che abbiamo sempre detto. Speriamo che la verità sia accertata prima che tutto venga fatto cadere in prescrizione».  Lazzari e la Bellè puntano il dito anche sindaco e Regione che nei mesi scorsi avevano annunciato l'arrivo di 500mila euro di risarcimento per i familiari delle vittime delle frane del 31 dicembre (oltre a Manfredi persero la vita nella loro casa di Lavacchio anche il bambino Mattia Guadagnucci e la madre Nara Ricci). «Finora - spiegano i due rappresentanti della famiglia Manfredi mostrando una lettera della Regione - di soldi non se ne sono visti nonostante le nostre richieste. Certo il danaro non può restituire i loro cari alle famiglie. Ma i politici potrebbero anche evitare di vantarsi di cose che non hanno ancora a disposizione. Così si insultano i morti». G.D.

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