Il dolore
Tragedia. Venerdì la morte di un trentottenne, pochi giorni fa un giovane si è gettato da un viadotto
Si uccide lanciandosi dalla finestra
E' il terzo caso in pochi giorni dopo il suicidio di due ragazzi
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MASSA. Non ce l'ha fatta. Forse per lui la quotidianità era dventata troppo pesante, un peso insostenibile sulle sue spalle. Ha deciso di salutare per sempre la vita, a 51 anni, alle 6 e mezza di un'uggiosa mattina di giugno. Si è gettato dalla finestra di casa sua, a Marina. Un tonfo sordo e il dolore di un padre e di un fratello che scoprono di aver perso una delle persone più care.
Notizie tragiche che si susseguono perché venerdì un trentottenne ha rinunciato alla vita: ha aperto la finestra e si è "consegnato" alla forza di gravità. Così ha deciso di fare ieri il 51enne. Figlio di un noto commerciante massese, aveva fatto diversi lavoretti. Combatteva da anni con le sue "fragilità", aveva accettato di farsi aiutare. Ma ieri mattina non ce l'ha fatta. Viveva con suo padre in un casa di Marina; al piano di sopra l'appartamento del fratello e della cognata. Ieri, poco dopo le sei, si è alzato, suo babbo, invece, stava ancora dormendo. Il 51nne ha raggiunto l'anziano nella sua stanza, l'ha svegliato, gli ha fatto poche e rapide domande, gli ha chiesto la data, poi lo ha lasciato riposare. L'uomo non poteva sospettare che cosa sarebbe accaduto pochi minuti dopo, niente faceva presagire la tragedia. Il cinquantunenne, forse in un momento di profonda disperazione, ha aperto la finestra di casa e si è gettato nel vuoto. Un volo fatale: il suo corpo non ha resistito all'impatto violento, il trauma al tronco è stato fortissimo. Un rumore sordo, quello di un uomo che dice addio alla vita, sveglia il padre e il fratello. È lui a scendere rapidamente, il tempo di guardare in giardino, poi la tragica scoperta. Non solo il dolore per la perdita, ma anche il coraggio di avvisare l'anziano padre di quanto era successo. Il cinquantunenne, celibe, non ha lasciato biglietti, non ha spiegato che cosa l'ha spinto nel vuoto, che cosa l'ha motivato all'addio alla vita. I parenti, nonostante il dolore atroce, hanno avuto il coraggio di un gesto d'amore e hanno deciso di donare i tessuti del loro caro, un segno di vita e di speranza. Quello di ieri mattina è il terzo suicidio in quattro giorni, in terra Apuana. Martedì scorso un ventinovenne di Parma, gestore di un pub, si è gettato dal viadotto Rioverde, sull'A15. Il giorno prima si era allontanato da casa e i parenti lo stavano cercando disperatamente e proprio quando erano riusciti a trovarlo, lungo l'autostrada, il giovane ha deciso di farla finita, lanciandosi nel vuoto. L'hanno visto e chiamato, l'hanno scongiurato di non farlo, ma lui si è gettato. Venerdì ancora una tragedia: un ragazzo di 38 anni, massese, si è tolto la vita. Era l'alba quando ha aperto la finestra e si è lasciato andare. La mamma, con cui viveva, era in un'altra stanza. L'uomo, insieme al fratello, gestiva la piccola azienda di famiglia. Aveva già tentato, un anno fa, di farla finita, ma all'ultimo momento aveva preso il coraggio per andare avanti. Venerdì, invece, la decisione definitiva: quella di aprire la finestra e abbandonarsi al vuoto. Ieri, ancora, una persona che non ce l'ha fatta. Tre uomini che scelgono di dire addio alla vita, tre persone diverse, con identità ed esperienze diverse. E la stessa - estrema - decisione. Solo un triste coincidenza statistica, probabilmente (vedi articolo sotto), ma ugualmente dolorosa. C.S.
Notizie tragiche che si susseguono perché venerdì un trentottenne ha rinunciato alla vita: ha aperto la finestra e si è "consegnato" alla forza di gravità. Così ha deciso di fare ieri il 51enne. Figlio di un noto commerciante massese, aveva fatto diversi lavoretti. Combatteva da anni con le sue "fragilità", aveva accettato di farsi aiutare. Ma ieri mattina non ce l'ha fatta. Viveva con suo padre in un casa di Marina; al piano di sopra l'appartamento del fratello e della cognata. Ieri, poco dopo le sei, si è alzato, suo babbo, invece, stava ancora dormendo. Il 51nne ha raggiunto l'anziano nella sua stanza, l'ha svegliato, gli ha fatto poche e rapide domande, gli ha chiesto la data, poi lo ha lasciato riposare. L'uomo non poteva sospettare che cosa sarebbe accaduto pochi minuti dopo, niente faceva presagire la tragedia. Il cinquantunenne, forse in un momento di profonda disperazione, ha aperto la finestra di casa e si è gettato nel vuoto. Un volo fatale: il suo corpo non ha resistito all'impatto violento, il trauma al tronco è stato fortissimo. Un rumore sordo, quello di un uomo che dice addio alla vita, sveglia il padre e il fratello. È lui a scendere rapidamente, il tempo di guardare in giardino, poi la tragica scoperta. Non solo il dolore per la perdita, ma anche il coraggio di avvisare l'anziano padre di quanto era successo. Il cinquantunenne, celibe, non ha lasciato biglietti, non ha spiegato che cosa l'ha spinto nel vuoto, che cosa l'ha motivato all'addio alla vita. I parenti, nonostante il dolore atroce, hanno avuto il coraggio di un gesto d'amore e hanno deciso di donare i tessuti del loro caro, un segno di vita e di speranza. Quello di ieri mattina è il terzo suicidio in quattro giorni, in terra Apuana. Martedì scorso un ventinovenne di Parma, gestore di un pub, si è gettato dal viadotto Rioverde, sull'A15. Il giorno prima si era allontanato da casa e i parenti lo stavano cercando disperatamente e proprio quando erano riusciti a trovarlo, lungo l'autostrada, il giovane ha deciso di farla finita, lanciandosi nel vuoto. L'hanno visto e chiamato, l'hanno scongiurato di non farlo, ma lui si è gettato. Venerdì ancora una tragedia: un ragazzo di 38 anni, massese, si è tolto la vita. Era l'alba quando ha aperto la finestra e si è lasciato andare. La mamma, con cui viveva, era in un'altra stanza. L'uomo, insieme al fratello, gestiva la piccola azienda di famiglia. Aveva già tentato, un anno fa, di farla finita, ma all'ultimo momento aveva preso il coraggio per andare avanti. Venerdì, invece, la decisione definitiva: quella di aprire la finestra e abbandonarsi al vuoto. Ieri, ancora, una persona che non ce l'ha fatta. Tre uomini che scelgono di dire addio alla vita, tre persone diverse, con identità ed esperienze diverse. E la stessa - estrema - decisione. Solo un triste coincidenza statistica, probabilmente (vedi articolo sotto), ma ugualmente dolorosa. C.S.
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