Sicurezza
Cresce ancora l'export di blocchi
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Uno scorcio delle cave e, a sinistra, il piazzale di una segheria Segnali positivi anche dai lavorati, surclassata Verona
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CARRARA. Non conosce soste il boom dell'export dei blocchi: l'Istat ha reso note le statistiche sull'interscambio commerciale in valore, e il capitolo dell'escavato cresce nel primo trimestre del 2011 di un altro 13,7% rispetto al 2010. Come osserva l'esperto Giorgio De Filippi sul suo blog Ottopassi, una crescita che dura ininterrotta da anni. Fra i Paesi più gettonati, ovviamente, la Cina, ma anche Arabia Saudita, India, Indonesia, Germania. In valore, si passa dai 28,3 milioni di euro del primo trimestre dell'anno scorso, ai 32,1 del 2011. E c'è un dato incoraggiante: l'incremento dei lapidei lavorati superiore in percentuale a quello dei grezzi: +21,1%. In questo ambito, sempre dall'analisi di Ottopassi, si segnalano buone performance per i marmi lavorati in Arabia Saudita, Francia, India, Kuwait, Qatar, Turchia, Turkmenistan e Singapore. Incrementi sempre positivi, ma meno marcati in Australia, Regno Unito, Stati Uniti. Stazionario il mercato canadese. Segno negativo tra i Paesi più importanti per destinazione solo per gli Emirati Arabi Uniti. SEMPRE AVANTI A VERONA. Dalle statistiche Istat, si ricava un ulteriore elemento positivo. Massa-Carrara nei primi tre mesi del 2011 si conferma la più importante provincia lapidea italiana staccando sensibilmente Verona. Mettendo insieme lapidei grezzi (blocchi sostanzialmente) e lavorati, dalla nostra provincia sono partiti materiali per un valore complessivo di 90,2 milioni di euro, contro i 74,1 milioni di euro di Verona. Come osserva De Filippi, certo, la nostra provincia ha il valore aggiunto delle cave di marmo più importanti al mondo, che incidono sul totale per 32,1 milioni, mentre da Verona il grezzo (6,3 milioni di euro nel primo trimestre) incide per meno del 10 per cento, ma il peso crescente di Massa-Carrara si nota proprio dai lavorati. L'export dei lavorati di Verona ha raggiunto quota 67,7 milioni contro i 58,1 milioni di Massa-Carrara, ma la crescita per noi è stata del +21,1%, l'incremento veronese è stato del +5,1%. Si può ipotizzare allora un sorpasso di Massa-Carrara su Verona anche nel comporta delle lavorazioni al piano? L'auspicio è quello, il trend sembra quello. Sembra di capire che sull'onda della richiesta crescente di blocchi di bianco Carrara, anche la trasformazione in loco riesca a tornare sul mercato. FUORI DALLA CRISI? La trasformazione del lapideo è solitamente collegata alle costruzioni e ai grandi progetti, ma anche al design: si direbbe che la crescita così robusta possa segnalare finalmente l'uscita dalla crisi di un settore trainante, e segnala sicuramente la capacità del comparto lapideo di trovare sempre nuovi sbocchi all'export, vista la varietà dei Paesi destinatari delle esportazioni. Un comparto che è sicuramente vivo, in fermento: il rammarico, è ovvio, riguarda il fatto che proprio ora che c'è un forte segnale di ripresa, e che la nostra provincia supera stabilmente Verona, il prossimo appuntamento fieristico internazionale si terrà invece a Verona, e sarà la 46ª edizione di Marmomacc da mercoledì 21 a sabato 24 settembre. Per Marmotec di Carrarafiere bisognerà aspettare il 2012. Chiudiamo con il dato italiano: nel primo trimestre 2011 le esportazioni complessive nazionali di marmi e graniti finiti e semilavorati, grezzi (pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia), hanno toccato quota 327,1 milioni di euro contro i 300,3 milioni di euro dello stesso periodo del 2010 (+8,9%); mentre le importazioni totali si sono attestate a 102,2 milioni di euro contro 95,3 milioni del primo trimestre 2010 (+7,2%). L'esportazione di grezzi è stata di 70,2 milioni di euro contro i 58,6 milioni del primo trimestre 2010 (+19,8%): quasi la metà, 32,1 milioni, parte da Massa-Carrara. M.B.
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