Il Tirreno

Il gruppo transalpino chiede l’avvio della mobilità per quasi il 15% del personale. Motivo: vendite in calo

Carrefour in crisi, 35 posti a rischio

Claudio Figaia
Carrefour in crisi, 35 posti a rischio

Sindacati in allarme, «decisioni già prese dall'alto, non accettiamo ricatti»

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MASSA. La crisi dei consumi allegerisce anche i carrelli della grande disrtribuzione. E, adesso, riduce anche i posti di lavoro. Quelli di Carrefour, in particolare. Il gruppo francese ha annunciato la volontà di mettere in mobilità 35 dipendenti del supermercato di via Dorsale a Massa.

I tagli - ricordiamo che la "mobilità" è in sostanza l'anticamera del licenziamento - riguardano undici "magazzini" (così vengono definiti i centri commeciali) in tutta Italia, per un totale di qualche centinaia di dipendenti. Settantasette i posti a rischio in Toscana: i 35 di Massa e 42 al centro di Pisa. Non verranno invece toccati gli altri due punti vendita in regione: a Lucca e Calenzano.

Lavoratori e sindacati reagiscono con allarme e sorpresa ai tagli annunciati dal colosso transalpino. Anche perchè, qui a Massa, già lo scorso anno Carrefour aveva presentato la richiesta di mobilità per 30 persone, richiesta poi rientrata, dopo lunghe trattative, con un accordo che prevedeva il prepensionamento su base volontaria di una decina di lavoratori.

Il gruppo Carrefour ha motivato la richiesta di avvio della mobilità con un generalizzato e sensibile calo di vendite registrato nel centro apuano rispetto all'anno scorso. Una diminuzione dovuta alla crisi occupazionale del territorio e alla diminuita circolazione di stipendi e pensioni, che hanno fatto cadere la capacità di spesa delle famiglie, mettendo in crisi l'intero settore del commercio. «Siamo fortemente preoccupati - commenta la segreteria Fisascat Cisl -.

Alla fine del gioco, dopo varie difficoltà paventate dall'azienda riguardanti la gestione del personale, ecco che ora si parla di esuberi». Eppure i sindacati avevano - neanche un anno fa - siglato un accordo aziendale sull'organizzazione del lavoro che toccava tutti i punti più caldi: dalla razionalizzazione delle ferie al coinvolgimento di tutti i dipendenti nel lavoro dimenicale, a una maggiore flessibilità interna per diminuire i costi del personale, all'impiego di lavoratori interinali, che sembrava avere scongiurato nuovi tagli.

«Non ci aspettavamo questa richiesta, anche se le difficoltà del gruppo sono note. Ora si tratta di aprire un confronto con la direzione per allontanare lo spettro dei licenziamenti», commenta Stefano Nicoli, segretario Filcams Cgil. Anche la Fisascat Cisl si dice pronta al confronto, «certa che una dura trattativa, d'intesa con i lavoratori, possa modificare il quadro».

Ma il timore è che ci si trovi di fronte a «una decisione già presa dall'alto» e che i margini per una contrattazione degli esuberi siano ridottissimi. «Comunque, non accetteremo ricatti, modialità molto "francesi" e poco sindacali: il nostro territorio è già stato colpito in modo pesante dai licenziamenti e i lavoratori di Carrefour hanno già dato. Anche con i recenti accordi locali», dice ancora la segreteria Cisl che si dice pronta «a qualsiasi iniziativa di lotta condivisa dai lavoratori». Per legge ora ci sono 75 giorni di tempo da dedicare alla trattativa, il che rimanda tutto a fine agosto-primi di settembre. Ma la preoccupazione a Carrefour è già alta.

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