Toscana
Il regista Faggioni: anfiteatro alle cave per le grandi opere
Luca Borghini
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Il regista Piero Faggioni fra il presidente Ragoni e lassessore Bernardini 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Nell'aula magna dell'Accademia delle Belle Arti, la festa di Carrara e dei Carraresi ha avuto ieri il suo apice con la consegna di tre benemerenze ad altrettanti illustri concittadini: la produttrice cinematografia Tilde Corsi (assente per motivi di lavoro, l'ha ritirata il fratello Alessandro), il parroco don Augusto Lucchesi ed il regista di opere liriche Piero Faggioni. Al professor Achille Sicari è andata invece la cittadinanza onoraria per ringraziarlo della ultradecennale attività di chirurgo all'ospedale cittadino. Faggioni: «Un anfiteatro alle cave». Piero Faggioni, regista di spessore mondiale di opere liriche ma con un profondo legame con la sua città, è in grado di raccontare quanto le cave di Carrara siano patrimonio dell'umanità da difendere e lancia la proposta di tutelarle ricavandoci, sull'esempio degli antichi greci, luoghi "sacri" per difenderle dalla lenta ma inesorabile distruzione. «Nelle isole del Pacifico c'è una cerimonia annuale per le popolazioni che vivono della sola pesca - racconta Faggioni - i pescatori fanno delle processioni sul mare e gettano dei fiori per ringraziarlo. Perché non fare così anche con le cave di Carrara? Da 2mila anni vengono soltanto mangiate e nessuno pensa a tutelare. C'è una oligarchia di poche persone che si arricchisce non lasciando nulla alla maggior parte dei carraresi se non migliaia di camion che portano giù il marmo al mare». Su queste basi, il grande regista lancia la proposta: «C'è un scollamento tra la città e le proprie cave di oro bianco. Quale migliore riconoscenza se non creare un anfiteatro come facevano i greci e i romani?». Un teatro all'aperto in grado di ospitare ogni anno decine di rappresentazioni: «Uno spettacolo in questo luogo può fare anche 50mila spettatori divisi in più rappresentazioni». Poi il regista si lascia andare ad amare conclusioni: «Carrara ha un dono talmente raro che non si rende conto di ciò che ha. Questi imprenditori credono che sia tutto un loro diritto e non un dono della natura». Onorificenze a Sicari, Corsi e Lucchesi. «A 37 anni ho preferito lasciare una brillante carriera universitaria per iniziare ad esercitare all'ospedale». Achille Sicari, per decenni il più noto chirurgo carrarese da ieri mattina è cittadino onorario di Carrara. Subito ne ha approfittato per parlare alla "sua" città con un lungo intervento terminato tra la commozione dei presenti. L'alta beneremerenza civica è stata data anche a don Augusto Lucchesi, parroco dal 1964 della chiesa della Perticata in cui ha saputo coinvolgere molto giovani con l'apertura della "Casa Rossa". Scuole protagoniste. Non potevano mancare le scuole.. All'apertura delle celebrazioni è stato intonato l'Inno d'Italia eseguito dal coro della scuola media Taliercio diretto dalla professoressa Stefania Dini, accompagnato al pianoforte dal maestro Federico Gerini. Poi subito a seguire è stato cantato l'inno alla città "Carrara, Carrara" scritto dalle classi quinte della scuola primaria Menconi, musicato da Massimo Montaldi, con il coordinamento delle insegnanti Alessandra Giovannetti e Emanuela Vanello.
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