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Gigi: la mia città è qui
dall'inviato
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Alena e Gigi alluscita della Basilica dei Santi Pietro e Paolo a Praga Le immagini e le frasi delle nozze di Praga
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PRAGA. «Carrara? Chi se la scorda. Me la sono portata anche qui». Gianluigi Buffon non tradisce le radici. E così, nel giorno delle sue nozze in salsa ceca dichiara con fierezza di aver portato un pezzo della sua città anche sulla collina cornice del suo "sì". Non si sente personaggio, super Gigi, come lo chiamano i tifosi. E pensare che in tanti qui a Praga hanno già deciso di emularli. E così, nel giorno delle nozze di Gigi Buffon e Alena Seredova, c'è stata un'impennata di matrimoni. Te lo dicono i tassisti, che, anche a causa dello sciopero generale che ha bloccato gran parte dei mezzi pubblici, non hanno fatto altro che portare gente elegante ai vari ricevimenti, sparsi un po' nei migliori alberghi della città vecchia. Gigi e Alena, che con le loro iniziali intrecciate e scritte in cielo con i fuochi d'artificio hanno salutato, mercoledì notte, tutta Praga e reso indimenticabile la festa di addio al celibato e al nubilato, hanno fatto scuola. E, per molte giovani coppie sposarsi nel giorno della bella favola fra la miss, così chiamano ancora in molti Alena, e il grande eroe del football, è diventata una moda. Ma tutto questo, che si consuma fin dal mattino in una Praga cadissima e baciata dal sole (le previsioni promettevano pioggia, non ci si sbaglia solo in Italia) sembra lontano anni luce dalla cerimonia intima che ha suggellato la storia d'amore fra il portiere della Juventus e della Nazionale e la bella show girl e attrice ceca. In casa Buffon si festeggia sì, ma in puro stile "familiare". Le sorelle di Gigi, Guendalina e Veronica, arrivano tutte e due con i passeggini. E la bella Alena, dopo il sì, incurante del bianco abbagliante del suo vestito lungo fino ai piedi, con taglio impero e maniche ad aletta, che le accarezzano la schiena, prende in braccio i suoi Louis Thomas e David Lee. Insomma, nessun capriccio da diva. Ma solo tanta tenerezza da mamma. Questo atteggiamento di Alena incanta la gente radunata in piazza: come quando, prima di entrare nella Rolls Royce bianca ricoperta di orchidee che ha segnato il suo arrivo trionfale a Vysehrad, si rassicura che il piccolo David Lee non faccia il broncio, perché per quel breve tragitto fino all'hotel dove si terrà il ricevimento, non può stare con la mamma. Un clima di grandi affetti quello che circonda quelle che, almeno qui a Praga, sono già state elette le nozze dell'anno. Per gli sposi foto di gruppo al castello che domina la città vecchia: il loro sarà senz'altro uno di quegli album che gli amici non si annoieranno a sfogliare. Dopo le foto di rito arriva il momento della cena, blindata, nel giardino dell'hotel Kempinski. Risotto allo champagne, vitello tonnatom e consommè di manzo: un menù semplice che mette d'accordo un po' tutti. Ma il vero momento clou, prima del brindisi d'auguri, è il discorso tenuto, in italiano e in ceco dal papà di Alena. Questo gigante di due metri si commuove ricordando la prima volta di Gigi a casa sua: «Avevo comprato tanto rum, pensavo fosse un intenditore. Non ne ha bevuto neppure un goccio, era in preparazione e, l'ho scoperto dopo, non tocca superalcolici». Un discorso semplice che ha toccato il cuore degli invitati. Un discorso da papà, che con il mondo patinato dello sport e dello spettacolo, sembra lontano anni luce. Ma questo, si sa, è lo stile Buffon-Seredova. A.V. Altri servizi a pag. 23
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