Il dolore
«Tagli, materno infantile al collasso»
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NURSERY. Un nido ospita i neonati in una foto darchivio Allarme di Cgil: manca personale. La Cisl: in crisi anche il laboratorio analisi a Carrara
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MASSA. Sono tempi duri per il sistema sanitario all'ombra delle Apuane. Il buco nel bilancio è una voragine, i soldi sono pochi e i servizi da garantire tanti. E da qualche parte tocca tagliare - secondo i sindacati -, razionalizzare - secondo la direzione aziendale. A lanciare l'allarme è Valerio Musetti, segretario provinciale del settore per Cgil. La sua attenzione è focalizzata su un fiore all'occhiello della sanità locale, il materno infantile. Materno infantile in sofferenza. E il cuore del problema sarebbe la mancanza di turn over: qualcuno va in pensione, qualcuno si ammala e l'azienda - spiega Cgil - non sostituisce. «Il rientro del debito - scrive Musetti - sta mettendo a rischio la qualità dei servizi erogati. La dirigenza aziendale sta facendo ricadere i servizi sul personale sanitario. Ciò determina il rischio di ricadute negative sull'assistenza». E descrive le difficoltà del personale: «Le ostetriche, le infermiere, le oss, sono costrette, dopo la chiusura dei punti nascita di Sarzana e Pontremoli e l'aumento dei parti, a lavorare con un organico ridotto e mai potenziato. Ad aggravare la situazione contribuisce il blocco del turn over e la mancata sostituzione del personale in malattia o in gravidanza». E le difficoltà ci sarebbero anche nei distretti, consultorio di Avenza in primis - spiega Cgil. «L'azienda ha risposto assumendo 2 ginecologi (a coprire 2 pensionamenti ndr)» - continua Musetti. Ma il sindacato chiede più attenzione anche per il comparto, per chi, accanto al medico, è ogni giorno sul "campo di battaglia". Musetti parla di tagli «spacciati per razionalizzazioni che moltiplicano disagi e malumori degli utenti, che ad oggi si sono potuti evitare solo grazie all'alto senso di responsabilità e di sacrificio del personale. Per noi - conclude - si rende indispensabile un potenziamento del dipartimento materno infantile». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Laura Lucchesi, responsabile sanità per la Cisl: «Siamo arrivati quasi a 2mila parti l'anno e a 150mila accessi al dipartimento materno infantile e siamo in sofferenza. Sono in difficoltà le sale operatorie, l'accettazione pediatrica, gli ambulatori ginecologici, il nido dove durante la notte le infermiere sono soltanto due». Il laboratorio analisi. Ma la sindacalista della Cisl punta l'attenzione anche sul laboratorio analisi di Carrara che lavora per tutti gli ospedali e per i distretti. «Manca personale - entra nel vivo- i tecnici erano 22 e noi ne chiedevamo 24. Adesso sono 14 perché c'è un dipendente in malattia e 7,andati in pensione, non sono mai stati sostituiti. C'è un bando di mobilità aperto, ma serve tempo e la situazione andrà avanti così fino a settembre. Non solo - Laura Lucchesi scende nel dettaglio - adesso ai tecnici si chiede, durante la notte, di validare le analisi su cui il biologo apporrà la firma solo la mattina. Una bella responsabilità, si fa riferimento alle leggi che riconoscono nei tecnici dei professionisti, ma la giurisprudenza è in fieri, non c'è sufficiente chiarezza giuridica». Insomma - questa la posizione del sindacato - il personale cala e garantire i servizi è dura anche nelle realtà che sono eccellenze. C.S.
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