Il Tirreno

Saltano i 20 anni per i bagni

Luca Cinotti
<b>ANTI ASTE.</b> Balneari a Roma contro la direttiva europea Bolkestein
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ANTI ASTE. Balneari a Roma contro la direttiva europea Bolkestein

Il Governo stralcia la norma sul diritto di superficie

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 VIAREGGIO. "Contrordine, compagni", si sarebbe detto in altri tempi e con altre maggioranze. Ma proprio di dietrofront è giusto parlare per il diritto di superficie ventennale sulle spiagge, che il Governo ha deciso di stralciare dal decreto sviluppo in corso di conversione in legge alla Camera. Una decisione, legata anche al clima da lunghi coltelli in maggioranza, che fa (ri)piombare nell'incertezza i balneari che, oltretutto, non formano più un fronte compatto.  Tecnicamente, l'esecutivo e la maggioranza hanno accolto alcuni emendamenti del Partito democratico che chiedevano di eliminare i primi tre commi dell'articolo tre.  Quei commi, infatti, istituivano un diritto di superficie ventennale sulle attuali concessioni damaniali.  In sostanza, ha fatto sapere il relatore del provvedimento, si pensa di inserire una qualche norma transitoria (magari per ottenere una proroga alle aste introdotte dalla Bolkestein e che che partiranno a inizio 2016) nella legge comunitaria, attualmente in discussione.  Nel frattempo, a ottobre, dovrebbe cominciare il percorso per arrivare a una legge quadro che riordini tutto il settore. Ed è qui che casca l'asino. Perché i balneari (tutti insieme) hanno pochissima voglia di rimettersi al tavolo con il ministro Raffaele Fitto, ritenuto troppo pro-aste.  Lo spiega bene Graziano Giannessi, vicepresidente nazionale del Sib-Confcommercio: «Se andasse veramente così sarebbe una tragedia». Attenzione: il Sib, così come l'altro sindacato (la Fiba) era favorevole allo stralcio dell'articolo tre.  Il perché lo spiega Vincenzo Lardinelli, che del Fiba è presidente nazionale: non era piaciuta la retromarcia dai 90 anni di diritto di superficie della prima bozza ai definitivi 20 anni. «I 90 anni davano la possibilità a chi aveva creato un'azienda di investirci per anni» spiega Lardinelli.  Ma il testo modificato era addirittura «pericoloso per i balneari», visto che era abbastnza chiaro che per ogni concessione ci sarebbe stata una gara.  Se i sindacati "istituzionali", pur fra mille cautele, sono soddisfatti della decisione presa nella giornata di ieri, più dure sono le reazioni del Movimento balneari, affidate (come spesso accade) alle pagine di Internet e di Facebook: «Tanti notti insonni e un'altra sconfitta. Saranno felici quelli che chiedevano lo stralcio pur sapendo che adesso ci tocca il tavolo Fitto-Pizzolante, che fino a pochi mesi fa ha sempre parlato solamente di aste con i paletti».  La situazione, comunque, non è ancora del tutto definita: rimane da capire, infatti, che fine faranno alcuni emendamenti che intervenivano (come quello del Pdl Aracu) sul codice della navigazione per blindare le aste.  Di certo c'è che, molto probabilmente, il Governo presenterà un maxiemendamento sul quale porre la fiducia. Un tassello in più che porterà a una contrazione degli spazi di discussione e di modifica.

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