Il Tirreno

«Nca deve bloccare le procedure per la mobilità»

Gabriele Dini

Simoncini pronto a convocare la dirigenza dell'azienda. I sindacati: «Serve la seconda nave»

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 CARRARA. Stop alla mobilità. E riapertura delle trattative con i sindacati. La questione Nca torna alla ribalta dopo l'incontro lunedì pomeriggio in Regione. E domani la questione - assieme a quella della Eaton - tornerà sul tavolo del ministro Paolo Romani. L'assessore regionale alle Attività Produttive Roberto Simoncini ribadisce la richiesta di stop alle procedure di mobilità con grande fermezza.  «La Regione e gli enti locali chiedono la sospensione della procedura unilaterale decisa dall'azienda per la messa in mobilità di 55 lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuani «e, sgombrata questa ipotesi, la riapertura immediata del tavolo di trattativa con i sindacati». All'incontro erano presenti i Comuni di Massa, di Carrara e la Provincia, la Rsu e le organizzazioni sindacali. «Da parte nostra - ha detto Simoncini - porteremo il problema a Roma domani, al tavolo ministeriale sull'area di crisi di Massa Carrara. Nei giorni successivi convocherò l'amministratore delegato di Nca.  Secondo comuni e sindacati la procedura unilaterale di mobilità non era prevista dal protocollo di intesa firmato a suo tempo con il Ministero. «In quel documento - spiega Marco Battistini della Fim-Cisl - si parlava di incentivi per l'esodo, cioè di mobilità volontaria. La Regione ha ragione».  Al momento alla Nca stanno lavorando tra le 35 e le 40 persone. Tutti gli altri - circa 160 lavoratori - sono in cassa integrazione straordinaria dal 30 maggio. L'arrivo di una nuova commessa - una grossa nave da costruire per le Ferrovie - permetterà di far rientrare gradualmente al lavoro parte degli operai. Secondo la Fim-Cisl in estate saranno solo una decina le persone che potranno tornare al loro posto. Poi i numeri dovrebbero salire con l'arrivo dell'autunno. «Con la mobilità volontaria - spiega ancora Battistini - si potrebbe effettuare una turnazione dei lavoratori. Ma i criteri che vuole usare l'azienda non lo permetterebbero». C'è poi un'altra importante questione in ballo. La realizzazione della nave impegnerà i lavoratori per pochi mesi. Poi sul loro futuro torneranno ancora ad addensarsi le scure nubi dell'incertezza. «Per questo - va avanti Battistini - è importante che il Governo acceleri le procedure per confermare l'opzione sulla seconda nave per Rfi».

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