Sicurezza
BancoPosta, il tasso ora è sceso a zero Correntisti infuriati
◗
Clienti in coda alle Poste 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Alla luce dell'andamento dell'indice Istat, dell'andamento dei mercati finanziari e della progressiva riduzione dei tassi d'interesse, le comunichiamo la seguente proposta di modifica unilaterale del contratto relativo al suo conto corrente BancoPosta. Dal 1 settembre 2011 il tasso d'interesse passerà dallo 0,15 per cento allo 0,00 per cento». Non è uno scherzo: è la lettera che migliaia di cittadini apuani che hanno il conto corrente alle Poste stanno ricevendo in questi giorni. Il tasso d'interesse di BancoPosta, il conto corrente più diffuso in Italia - ben 5 milioni e mezzo di correntisti - dal primo settembre sarà azzerato. Le associazioni dei consumatori gridano al "golpe" e invocano l'intervento dell'Authority, ma non c'è da farsi prendere dal panico. Perchè le Poste, nella stessa lettera, propongono ai correntisti di aderire a un nuovo prodotto, lanciato alcuni mesi orsono ma ancora poco conosciuto: si chiama BancoPosta Più. I conti correnti con tassi d'interesse prossimi alla zero non sono ormai una rarità. Ma certo colpisce l'idea di perdere soldi, tenendoli in banca, anzichè aumentarli. Perchè il tasso è zero ma le spese restano, eccome. BancoPosta è arrivato ad essere il conto corrente più popolare grazie alla chiarezza della proposta: spese fisse di tenuta conto (30,99 euro l'anno più 10 euro per il bancomat Postamat) e tassi di interesse trasparenti (ora lo 0,15%). Ora le Poste diventano come qualsiasi altra banca. Con un prodotto più evoluto ma meno intelleggibile per chi non ha voglia di confondersi con i calcoli. er convincere i clienti a lasciare il vecchio conto, BancoPosta Più offre un tasso d'interesse superiore allo 0 per cento (ci voleva poco): lo 0,25%. E gradua le spese a seconda dei servizi scelti dal cliente. Se ci si limita a tenere i soldi in banca, le spese annue fisse sono di poco più di 70 euro l'anno. Se si accredita lo stipendio o la pensione sul conto e si domiciliano le utenze, non si paga la quota Postamat che è di 10 euro (le spese totali sono dunque 60 euro l'anno). Se, oltre a questo, si attiva la carta di credito, vengono anche detratte le spese di tenuta conto che sono di 30,99 euro (e le spese totali scendono così a 30 euro). Se poi la carta viene anche usata, almeno per 4800 euro l'anno, viene tolta anche la quota relativa alla carta di credito e le spese totali si azzerano. Annunciato anche un aumento del tasso all'1% in presenza di tutte e tre le condizioni. A qualcuno può convenire, ad altri no. E comunque il correntista può esercitare il diritto di recesso e la chiusura del conto è gratis. Federconsumatori e Adusbef hanno reagito duramente: «Da un giorno all'altro 5,6 milioni di clienti si sono visti arrivare la comunicazione dell'azzeramento del tasso di interesse attraverso una modifica unilaterale, che i titolari del conto dovranno accettare oppure scegliere di depositare i propri risparmi altrove. Aumenta così il disagio soprattutto dei titolari di conto che non hanno entrate fisse, ad esempio i giovani». Un chiaro e caldo invito a tornare al vecchio materasso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
