Il Tirreno

Soltanto a Bagnone i votanti si fermano al 48%. Record di affluenza a Montignoso: 65%

Stra-quorum, in festa il popolo del Sì

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FESTE. Esultanza sotto il municipio di Massa un mini corteo in città e sotto un altro momento della festa per la vittoria dei Sì

I Comitati: e adesso cambi la politica dell'acqua in provincia

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 MASSA CARRARA. Sei elettori su dieci alle urne: nella provincia apuana i referendum stra-superano il quorum. La partecipazione si attesta sul 60% degli aventi diritto al voto, superiore alla media nazionale (57%), di poco più bassa di quella della Toscana (63,6%). E i sostenitori dei quattro Sì fanno festa. Prima radunandosi, a Massa, sotto il municipio, poi con qualche mini corteo, a piedi in fila indiana con trombette e cartelli, o in auto con bandiere fuori dai finestrini e clacson spianati.  Il batticuore è durato pochi minuti, dallo scoccare delle 15 all'arrivo dei primi risultati che dicevano: il quorum c'è, il numero dei votanti è superiore alle aspettative. Festeggia il popolo della sinistra, tacciono le voci del centrodestra che, qui come nel resto d'Italia, si erano spese per tenere i cittadini lontani dai seggi.  Soltanto a Bagnone, in Lunigiana, 1.600 elettori, il quorum non è stato raggiunto: la partecipazione si è fermata al 48%. Ed è sempre a Bagnone che si registra la percentuale più alta dei no, soprattutto sul quesito riguardante il nucleare: 8,9% contro una media provinciale (di No) del 4,7%. Da rilevare anche che i No espressi sull'energia nucleare e sul legittimo impedimento sono - a livello provinciale - di un punto circa più alti di quelli espressi sulle schede riguardanti l'acqua: si va dal 3,25% di No sul secondo quesito riguardante le tariffe del servizio idrico (quello sul 7% di remunerazione del capitale investito dalle società provate) al 4,72% dei No sul nucleare.  Dettagli, comunque, in un quadro che, come nel resto del Paese, ha visto il netto superamento del quorum e i Sì attestarsi sopra il 95%.  A Massa la percentuale di votanti è stata del 62,2%; a Carrara del 60,3%. Qualche punto in meno nei principali centri della Lunigiana: 57,7 ad Aulla; 56,8 a Pontremoli; 54,6 a Fivizzano. La punta più alta si è, invece, registrata a Montignoso, con il 65,05% di partecipazione. «Un'affluenza - commenta Piero Sacchetti, segretario del Pd montignosino -. vicina a quelle delle elezioni politiche e che ci mette in linea con il resto della regione e sopra la media provinciale». Ai seggi di Cerreto, rimarca ancora Sacchetti, «i votanti sono stati addirittura il 79%. Un ottimo risultato, siamo molto soddisfatti del grande lavoro condotto in questi mesi dal comitato per il sì che riuniva tutti i partiti della coalizione di centrosinistra».  Commenti entusiasti arrivano anche da altre forze politiche. Sinistra Ecologia e Libertà parla di «vittoria straordinaria» e vede nell'esito dei referendum non solo «una riscossa democratica di un popolo che torna a partecipare in massa» ma anche il chiaro segno «di uno stop a questo governo e alla sua politica che ha tentato di minare alle basi i diritti dei cittadini».  La segreteria provinciale del Pd esprime a sua volta «grande soddisfazione per il risultato referendario, prova di grande maturità e modernità del paese e del nostro territorio; un risultato che pone domande nuove e ribadisce l'importanza degli antichi valori fondanti la nostra comunità riguardo i beni comuni». I Democratici, inoltre, danno una chiave di lettura anche locale del voto, che «obbliga anche la nostra provincia a un salto qualitativo nel modo di fare politica e di gestire le società pubbliche e le risorse del territorio nell'ottica di uno sviluppo sostenibile e nuovi orizzonti di progresso».  Esulta anche il Comitato referendario "2 sì per l'acqua bene comune": «Le donne e gli uomini di questo paese hanno detto con meravigliosa chiarezza che la gestione dell'acqua deve essere ri-pubblicizzata, che i beni comuni devono essere difesi, che un'altra democrazia è possibile». Il Comitato chiede dunque che «la gestione dell'acqua nella provincia di Massa Carrara torni a essere pubblica, secondo le linee guida della legge di iniziativa popolare» C.F.

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