Il dolore
Monaco: che bello lo stadio pieno
Luca Santoni
◗
Il capitano Fabrizio Anzalone, anche il prossimo anno al centro della difesa azzurra «Una grande soddisfazione aver risvegliato l'entusiasmo in città»
4 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Una gioia incredibile che mi porterò dietro per parecchio tempo». Il day after è dolce per Francesco Monaco, il condottiero di questa Carrarese che ha reso possibile la realizzazione di un sogno che solo dodici mesi fa appariva pura utopia. Con lui ripercorriamo questa stagione indimenticabile. Una misura di quanto sia apprezzato dai tifosi la si è avuta anche ieri, in piazza D'Armi: un'ovazione per lui, invitato caldamente a restare in azzurro. Mister, partiamo dall'inizio con l'incontro fra lei e il direttore Nelso Ricci. «Lui mi chiamò e ci incontrammo a Perugia. Nelso mi voleva parlare e da lì cominciai questa avventura. Era il 25 di luglio e a quel punto già parecchie squadre stavano lavorando per il campionato. La partenza in ritardo certamente rappresentava un handicap, ma il progetto era importante. Insomma, il ritiro iniziò il 4 di agosto. In rosa avevamo pochissimi giocatori: Vannucci, Marchetti e Del Nero insieme a qualche Berretti. Piano piano cominciarono ad arrivare anche gli altri. Il primo colpo fu Anzalone, poi Giovinco, Buono e Orlandi. Il 16 arrivarono Gaeta e Zampagna. Poi ancora Corrent e Vigiani». Insomma la rosa venne messa su cammin facendo. «In quelle condizioni non è mai facile sfruttare al massimo le potenzialità dei giocatori. Alla prima giornata potevamo schierare solo Zampagna fra gli attaccanti, perché Gaeta era squalificato. Cori e Benassi arrivarono solo alla seconda giornata. E' stato un inizio in salita. Mentre le altre squadre erano già quasi al completo, noi eravamo un cantiere ancora aperto, però si vedeva subito che i giocatori erano forti. L'ultimo arrivo è stato Redomi a ottobre. Prima di gennaio avevamo una rosa ristretta e non fu affatto facile affrontare l'assenza di Zampagna che andò via a quattro giornate dalla fine del girone d'andata». La situazione si è normalizzata al ritorno con gli ingaggi di Merini e gli scambi con la Lucchese di Mariotti, Chadi e Pera per Marchetti e Del Nero. «Siamo arrivati ad avere una rosa di 21 giocatori. Tutti elementi importanti anche sotto l'aspetto morale. E così abbiamo iniziato la nostra cavalcata». Infatti in quei mesi la Carrarese è riuscita ad esprimere il suo miglior calcio, rosicchiando terreno al Carpi fino ad arrivare a -3, poi -2 col punto tolto (momentaneamente) ai biancorossi. «Sono convinto ancora oggi che non siamo arrivati primi, perché a tre giorni dalla fine è successo quello che è successo». Il mister si riferisce alla sentenza del Tnas che ha restituito il punto al Carpi. Dietrofront: da -2 si ritorna a -3 e con una sola gara da disputare ormai i giochi erano fatti. «A proposito di gioco - riprende Monaco - qualche critico sosteneva che non praticassimo un calcio offensivo, eppure siamo stati il miglior attacco del campionato con 51 gol, oltre che la seconda miglior difesa. Con me gli attaccanti hanno sempre fatto tanti gol. Quando la condizione della rosa me lo permetteva ho sempre schierato due punte: infatti i nostri tre attaccanti hanno superato i loro record personali di segnature. Qualcosa vorrà pur dire». Torniamo a domenica. Cosa rappresenta per lei questa promozione? «Rappresenta tanto. Gli ultimi 15 giorni non sono stati affatto sereni. Ma tutte le difficoltà di queste due settimane hanno reso ancora più bello vivere la gioia finale». Durante l'intervista del dopo partita per poco non si mette a piangere quando ha ricordato la sua famiglia. «Nei momenti più duri mia moglie e i miei figli sono stati fondamentali. Domenica quando ci siamo abbracciati mi hanno detto che sono un grande. Li ringrazio, come devo ringraziare i miei collaboratori Gilberto Vallesi, Giampaolo Pinna e Vittorio Piccotti che più di tutti sanno ciò che abbiamo vissuto all'interno». Diciannove anni dopo Gigi Simoni, adesso c'è lei. Speriamo che l'assonanza le porti fortuna. «E' una costante per me ormai, perché già all'Ancona l'ultima promozione prima della mia era stata raggiunta proprio da Simoni. Scherzi del destino. E' stata la mia seconda promozione in carriera. Un traguardo importantissimo. Mi ha fatto una grandissima soddisfazione aver risvegliato così tanto entusiasmo in città, con l'epilogo più bello che ci potesse essere». Cosa si porterà dietro da quella giornata così straordinaria? «La cosa più bella è stato il colpo d'occhio dello stadio. Vederlo così pieno e tutto colorato di giallo e d'azzurro. E poi quella gioia incredibile dopo il triplice fischio dell'arbitro. La corsa tutti insieme sotto la curva, sotto la gradinata e la tribuna. Tutte quelle immagini mi rimarranno nella mente non so per quanto tempo». Il prossimo anno la rivedremo sulla panchina della Carrarese? «Non pensiamo ancora a queste cose. Adesso godiamoci la festa. Gioiamo tutti insieme per questo traguardo così bello. Per il resto ci sarà tempo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
