Attenzione
Guerra tra balneari e Provincia
Chiara Sillicani
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EROSIONE IN AZIONE. Il mare lambisce tende ed ombrelloni e forma scalini di alcuni centimetri in diversi tratti del litorale Riviera apuana: i lavori accelerano l'erosione. In difficoltà Poveromo
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MARINA DI MASSA. Un lavoro minuzioso quello fatto dai balneari, una ricerca degna di essere definita scientifica. Per la Provincia i geotubi funzionano e la sabbia è tornata? Loro le cose le vedono diversamente e quelle dichiarazioni le smentiscono con i dati: 25 metri in meno di spiaggia in alcuni tratti e mare che erode all'impazzata. Anche dove non lo aveva mai fatto, a Partaccia e Poveromo. Quando gli ombrelloni calano. Riviera Apuana una certezza ce l'ha: l'arenile non ha mai fatto i conti con una situazione così grave, mai il mare ha mangiato così tanto. E nonostante gli interventi fatti. «L'effetto reale (dei lavori ndr) - questa la presa di posizione - è un accelerazione dell'erosione». L'associazione, per dimostrare la sua tesi, ha fatto le cose sul serio. Ha scelto 14 stabilimenti campione, ha misurato la spiaggia e ha paragonato gli effetti della mareggiata (di lieve entità) dei giorni scorsi, con quella dell'anno scorso. Il riferimento è il numero di ombrelloni per fila, partendo dalle cabine verso mare. E il risultato è allarmante: non c'è un solo bagno che sia riscito ad aprire tutti gli ombrelli aperti nell'estate del 2010. E - questo forse il dato più preoccupante - la sabbia se n'è andata anche in quel di Poveromo. Il bagno Haiti ha visto ridurre il numero di ombrelloni per fila da 15 a 9, da 10 a 5 l'Alcione, da 9 a 5 l'Oliviero. E non si sono salvati neanche gli stabilimenti in cui è stato fatto il ripascimento, costretti anche loro ad accorciare le file. Meno sabbia - secondo Riviera apuana - al Nando, all'Hermitage, ai Cavalieri del Mare, al Palmo, al Ronchi di Ponente. L'arenile arrestra. È la guerra dei dati. Perché quelli nelle mani di Fabrizio Magnani, assessore alla difesa del suolo, dicono cose ben diverse rispetto a quelli elaborati dai balneari. La Provincia ha parlato a chiare lettere di un avanzamanto di 10 metri della linea di costa, in alcuni tratti. Ma i gestori di stabilimenti rispondono per le rime: nella fascia compresa tra il Magliano e il bagno Fortino la spiaggia è arretrata e di ben 25 metri rispetto allo scorso anno, cinque metri in meno nella zona compresa tra il Fortino e lo stabilimento Pupa e Mocambo. Testa a testa con la Provincia. I balneari avevano seppellito l'ascia di guerra, ma adesso tornano in campo. E lo fanno con grande determinazione sollevando dubbi - se non sul progetto antierosione - sicuramente sulla sua realizzazione. «Vorremmo porre una domanda alla Provincia - scrivono in una nota approvata dal consiglio direttivo dell'associazione - se siete così convinti del funzionamento del progetto, la causa del peggioramento può essere ricercata nella sua realizzazione? Ci troviamo in ginocchio, come mai è successo. Riviera Apuana non si può sostituire a organi di controllo, ma intende fare chiarezza sull'intero processo del progetto antierosione». I balneari non possono abbracciare l'ottimismo di Palazzo ducale:«Non siamo dei tecnici, ma siamo in spiaggia tutti i giorni e possiamo affermare che lo stato della nostra costa è in continuo e veloce peggioramento. Secondo quello che ci è sempre stato detto i lavori, ora che i geotubi sono calati da mesi, avrebbero dovuto attenuare la forza erosiva contenendo la sabbia all'interno delle vasche. Questo non solo non sembra avvenire ma la stessa sabbia portata dal parziale ripascimento, è già scomparsa. L'effetto reale attuale - ribadiscono - è un'accelerazione dell'erosione». Non solo, ma il mare avrebbe cominciato a divorare sabbia anche a Poveromo e Partaccia. Così è guerra aperta tra balneari e Provincia, a suon di dati e in piena stagione.
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