Gioco
«Ora la Carrarese è dove deve stare» guarda la galleria fotografica
La gioia di Cristiano Lucarelli: questo gruppo mi ricorda il Livorno degli anni d'oro
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CARRARA. «Il calcio è il sale della vita. Il pallone dà gioia, unisce. E questa giornata indimenticabile lo dimostra ancora una volta. Sono troppo contento». Al fischio finale di Carrarese-Prato, con la promozione in tasca, esplode la gioia pura di Maurizio Lucarelli, padre di Cristiano, nuovo presidente (in pectore) della società azzurra. Un abbraccio e un bacio al figlio: «Grazie Cristiano di avermi trascinato in questa meravigliosa avventura». Una festa nella festa, formato famiglia, quella che si consuma nella tribuna d'onore, gremitissima, dello statdio dei Marmi.
I Lucarelli, padre e figlio, da ieri sono, davvero, un po' carraresi.
A consacrare la nuova cittadinanza onoraria e sportiva, ci pemsa l'abbraccio dei tifosi. Appena arrivati in tribuna, in maglietta gialla (in perfetta sintonia con i colori della squadra) papà Maurizio e elegantissimo in camica bianca, giacca beige e occhiali a specchio, Cristiano, si fanno notare. Il presidente per la grande agitazione che lo accompagna fin dall'ingresso allo stadio. Il figlio bomber, per il pellegrinaggio di bambini (e non solo) a caccia di autografi.
Poi, col fischio d'inizio il clima si accende. Cristiano Lucarelli soffre a denti stretti, non dice nemmeno una parola.
Il padre è il primo ad alzarsi ai cori lanciati dalla curva Nord e dalla gradinata: in piedi, troneggia in mezzo alla tribuna e saltella con gli ultras. Fino alla fine.
irato il sospiro di sollievo d'obbligo, dopo il finale da cardiopalma, Cristiano Lucarelli si rilassa. Ed è solo il tempo della gioia.
«Quando mi ha chiamato Nelso Ricci, per propormi di entrare nella cordata per della Carrarese sembrava una cosa da quattro amici al bar - racconta Cristiano - Insomma, forse all'inzio non credevamo neppure noi che fosse possibile aspirare a tanto. Poi è arrivato Gigi Buffon, Tomasos, Maurizio Mian: e, insieme alla «vecchia» dirigenza abbiamo costruito questo miracolo». Lucarelli ne è convinto, a fare la differenza, in questa bella impresa della Carrarese è stato il carattere e l'umiltà: «Ho visto i ragazzi dare l'anima, so come ci si può sentire in campo in occasioni come queste. So cosa vuol dire sentire la tensione alle stelle. Ma la squadra, con l'impronta di determinazione concretezza data da Nelso, e questo stadio sono stati davvero il valore aggiunto.
«È un privilegio fare parte di questo percorso, di questa società - dichiara - Questa è una piazza gloriosa per il calcio, e alla fine noi non abbiamo fatto altro che riportare la Carrarese dove deve stare. In quella C1 che si merita».
E Lucarelli si lascia andare anche a un paragone, che, curriculum alla mano, fa davvero bene sperare per il futuro della società azzurra.
«In questa Carrarese, in questi ragazzi, nel loro grande carattere e nella loro altrettanto grande umiltà - sottolinea Cristiano Lucarelli - ci vedo molto del Livorno degli anni d'oro, quelli che lo hanno portato dalla C fino alla serie A».
E infine un pensiero al collega, e socio, Gianluigi Buffon.
«Gigi lo chiamerò sicuramente - dice - Sono certo che, anche da lontano, ha vissuto la partita a mille. Del resto, la sua assenza è più che giustificata visto che aveva un appuntamento personale molto importante, con le prove delle nozze».
Maurizio Lucarelli da giovedì scorso è diventato (davanti al notaio con la costituzione ufficiale della nuova società azzurra) presidente in pectore della Carrarese. Dopo tre giorni è il presidente della Carrarese della promozione in C1.
«Sono contentissimo, non ci sono parole - dice dopo l'esultanza al triplice fischio finale - Devo dire grazie a mio figlio: sono davvero orgoglioso che Cristiano mi abbia portato qui. Questa Carrarese mi ha regalato un'emozione vera. Come quelle che solo il pallone sa dare».
I Lucarelli, padre e figlio, da ieri sono, davvero, un po' carraresi.
A consacrare la nuova cittadinanza onoraria e sportiva, ci pemsa l'abbraccio dei tifosi. Appena arrivati in tribuna, in maglietta gialla (in perfetta sintonia con i colori della squadra) papà Maurizio e elegantissimo in camica bianca, giacca beige e occhiali a specchio, Cristiano, si fanno notare. Il presidente per la grande agitazione che lo accompagna fin dall'ingresso allo stadio. Il figlio bomber, per il pellegrinaggio di bambini (e non solo) a caccia di autografi.
Poi, col fischio d'inizio il clima si accende. Cristiano Lucarelli soffre a denti stretti, non dice nemmeno una parola.
Il padre è il primo ad alzarsi ai cori lanciati dalla curva Nord e dalla gradinata: in piedi, troneggia in mezzo alla tribuna e saltella con gli ultras. Fino alla fine.
irato il sospiro di sollievo d'obbligo, dopo il finale da cardiopalma, Cristiano Lucarelli si rilassa. Ed è solo il tempo della gioia.
«Quando mi ha chiamato Nelso Ricci, per propormi di entrare nella cordata per della Carrarese sembrava una cosa da quattro amici al bar - racconta Cristiano - Insomma, forse all'inzio non credevamo neppure noi che fosse possibile aspirare a tanto. Poi è arrivato Gigi Buffon, Tomasos, Maurizio Mian: e, insieme alla «vecchia» dirigenza abbiamo costruito questo miracolo». Lucarelli ne è convinto, a fare la differenza, in questa bella impresa della Carrarese è stato il carattere e l'umiltà: «Ho visto i ragazzi dare l'anima, so come ci si può sentire in campo in occasioni come queste. So cosa vuol dire sentire la tensione alle stelle. Ma la squadra, con l'impronta di determinazione concretezza data da Nelso, e questo stadio sono stati davvero il valore aggiunto.
«È un privilegio fare parte di questo percorso, di questa società - dichiara - Questa è una piazza gloriosa per il calcio, e alla fine noi non abbiamo fatto altro che riportare la Carrarese dove deve stare. In quella C1 che si merita».
E Lucarelli si lascia andare anche a un paragone, che, curriculum alla mano, fa davvero bene sperare per il futuro della società azzurra.
«In questa Carrarese, in questi ragazzi, nel loro grande carattere e nella loro altrettanto grande umiltà - sottolinea Cristiano Lucarelli - ci vedo molto del Livorno degli anni d'oro, quelli che lo hanno portato dalla C fino alla serie A».
E infine un pensiero al collega, e socio, Gianluigi Buffon.
«Gigi lo chiamerò sicuramente - dice - Sono certo che, anche da lontano, ha vissuto la partita a mille. Del resto, la sua assenza è più che giustificata visto che aveva un appuntamento personale molto importante, con le prove delle nozze».
Maurizio Lucarelli da giovedì scorso è diventato (davanti al notaio con la costituzione ufficiale della nuova società azzurra) presidente in pectore della Carrarese. Dopo tre giorni è il presidente della Carrarese della promozione in C1.
«Sono contentissimo, non ci sono parole - dice dopo l'esultanza al triplice fischio finale - Devo dire grazie a mio figlio: sono davvero orgoglioso che Cristiano mi abbia portato qui. Questa Carrarese mi ha regalato un'emozione vera. Come quelle che solo il pallone sa dare».
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