Il Tirreno

Muore due mesi dopo l'operazione

Il pm Federico Manotti
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Il pm Federico Manotti

I familiari vanno in procura e il pm Manotti fa partire l'indagine

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MASSA. Doveva sottoporsi a un banale intervento alla spalla. Un'artoprotesi. La donna, una settantenne massese, è stata ricoverata e operata al San Camillo di Forte dei Marmi ad aprile.  Tutto bene sembrava, invece da quel momento ha iniziato a girare per ospedali - due volte al Versilia, al Cisanello di Pisa e infine a Massa - ed è deceduta. Il marito e il figlio della signora sospettano che si tratti di un caso di malasanità e per questo presentano un esposto in procura. E il sostituto procuratore Federico Manotti fa sequestrare le cartelle cliniche e fa disporre l'autopsia, che verrà eseguita da un esperto: Francesco Ventura, del dipartimeno di medicina legale dell'università di Genova.  La donna viene ricoverata nella casa di cura di Forte dei Marmi San Camillo. Deve essere sottoposta a un intervento che si può definire di routine: un'artoprotesi alla spalla. L'intervento non presenta alcuna anomalia e lei esce dalla sala operatoria tranquillamente. Ma è soltanto un'impressione perché con il passare delle ore i familiari che le stanno accanto notano che è un po' intontita. E soffre di un certo torpore. Lo dicono ai medici del San Camillo e questi valutata la situazione decidono di trasferirla al Versilia per effettuare dei controlli ulteriori. La donna viene ricoverata nell'ospedale viareggino e viene sottoposta a tutti gli esami del caso. Non è grave, ma certo non sta bene. E quel che più preoccupa è che peggiora invece di migliorare. Così anche i dottori del Versilia decidono di fare altri accertamenti e la mandano all'ospedale Cisanello di Pisa. Anche qui la signora viene controllata dalla testa ai piedi, anche perché chi la visita non riesce a trovare nulla di strano. E intanto i parenti cominciano a preoccuparsi e a diventare più pressanti: quello che doveva essere un intervento semplice presenta una degenza che è un calvario.  A metà maggio l'ospedale Cisanello rimanda la paziente al Versilia, ma qui ci resta pochissima e viene trasferita all'ospedale di Massa. Le sue condizioni sono gravissime, tanto che il suo problema alla spalla è l'ultimo dei pensieri dei medici che l'hanno in cura. Gli ultimi giorni di maggio la situazione precipita drasticamente e viene ricoverata in rianimazione. Ormai i dottori hanno capito che c'è poco da fare. E infatti ai primi di giugno la paziente muore. Per arresto cardiocircolatorio, come si scrive sempre in questi casi. Il marito e il figlio, che hanno vissuto insieme a lei questa brutta storia però sono convinti che qualcuno ha commesso un errore. E presentano l'esposto in procura. Manotti acquisisce la cartelle cliniche e dà l'incarico a Ventura per eseguire l'autopsia (l'esame verrà eseguito la prossima settimana). Per ora si indaga contro ignoti.

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di Redazione Pisa