Sicurezza
«Le istituzioni convochino la direzione Nca»
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Il cantiere navale La Fiom: deve dirci le reali intenzioni sul futuro del cantiere
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CARRARA. La segreteria provinciale della Fiom Cgil torna alla carica per il cantiere navale e contro il piano aziendale degli esuberi, dichiarando «la ferma contrarietà a sottostare a ricatti occupazionali coercitivi». «Ricatti», dice «che ancora una volta andrebbero a scaricare sui lavoratori le rivisitazioni organizzative volute dalle proprietà, come sindacato lo abbiamo fatto nei confronti dei soggetti privati e a maggior ragione lo faremo nei confronti del soggetto pubblico». «Dal 23 maggio la direzione di Nca ha voluto procedere con l'apertura della procedura di mobilità per 55 dipendenti. Dopo essersi presentata in Associazione Industriali con un dictat alla Marchionne, con cui voleva forzare i lavoratori ad essere "volontari" per almeno 40 esuberi, in alternativa alle 55 unità pretese per evitare la liquidazione come la stessa azienda ha più volte ripetuto, ad oggi, nonostante il chiaro invito istituzionale a rivedere le proprie posizioni, da parte aziendale non si è giunta nessuna risposta». Secondo la Fiom «questo è un segnale negativo che Nca manda ai lavoratori e al territorio. Molti soggetti nei mesi scorsi sono intervenuti sul futuro di Nca auspicando di affrontare la vertenza in modo coeso e concertato, ma se oggi le risposte dell'azienda sono date dal proprio assoluto silenzio, è facilmente intuibile che lo scenario auspicato è che una volta scadute le tempistiche normative di di "75 giorni", l'azienda procederà per la sua strada, forte a suo dire, di un protocollo condiviso da Regione e territorio e da parte del sindacato». L'appello: «Da parte nostra non staremo certo a questo gioco, pertanto chiediamo un ulteriore forte impegno delle istituzioni affinché sia urgentemente convocato l'amministratore delegato di Nca, per chiarire al tavolo di trattativa le reali intenzioni sul futuro del cantiere».
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