Sicurezza
Balneari sul piede di guerra
Luca Menconi
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LA RUSPA. Mezzi al lavoro per liberare la spiaggia dalle sterpaglie Accusano la comunità montana: deve pulire meglio i fossi
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MARINA DI CARRARA. Balneari sul piede di guerra. La loro protesta si indirizza contro la Comunità Montana, rea di non prendersi cura adeguatamente del territorio. Mercoledi sera, una piena del Magra e una mareggiata hanno depositato rifiuti (legno e sterpaglie) sull'arenile, dalla Fossa Maestra fino al porto. Risultato: spiagge in grave stato di degrado. Prontamente, su richiesta dei proprietari degli stabilimenti balneari, già giovedì mattina, è intervenuta l'Amia, per ripulire l'area. L'intervento si è concentrato sia sulle due spiagge libere, al Porto ed alla Rotonda, con il dispiegamento fino a 11 dipendenti e 5 mezzi dell'azienda, più la ruspa dell' Autorità Portuali, sia sugli stabilimenti balneari. I titolari dei bagni hanno fatto la loro parte e hanno provveduto a riempire i bidoni messi a disposizione dall'Amia che 6 dipendenti (con l'ausilio di 2 mezzi) hanno svuotato, anche 10 volte in un solo giorno. I rifiuti rimasti, invece, sono stati accumulati alla Rotonda, in attesa di essere smaltiti domani. Il problema è stato rimuovere i grossi tronchi consegnati dal mare. Ma i balneari non ci stanno a tollerare la situazione. «Non è possibile - spiega Andrea Del Nero, vicepresidente della cooperativa del Bagno Le Palme - che questo problema si ripresenti cronicamente: è da 2 anni che, ad ogni fiumana, le spiagge si sporcano in maniera indecente». Il responsabile del disagio è individuato nella Comunità Montana della Lunigiana, che «non attua uno dei compiti che le viene demandato: mantenere puliti gli argini del fiume Magra». In particolare - questa l'accusa - durante l'inverno, dopo il taglio della vegetazione, non rimuoverebbe il materiale, con la conseguenza, che, ad ogni piena, i resti si disperderebbero in mare, finendo poi sulle spiagge. I balneari chiedono un'assunzione di responsabilità da parte della Comunità Montana, poichè - come ha specificato il presidente dell'Amia Gianenrico Spediacci - «questo intervento di pulizia, di per sè straordinario, finisce per gravare sul bilancio dell'azienda e, dunque, del Comune di Carrara. Senza dimenticare che, dovendo rimuovere il rifiuto in qualunque circostanza, si finisce per gravare anche sulle energie e la logistica dell'azienda, indebolendone l'azione». «Nonostante i reclami e le lamentele presentate per il ripetersi del problema - continua Del Nero - non vi è stata risposta da parte della Comunità Montana». «Certo - specifica Andrea Biso, titolare del Bagno Mystral - un evento così dannoso non si verificava da 49 anni, ma il timore è che possa eventualmente manifestarsi, anche in forme più ridotte, nel pieno della stagione estiva. La cosa ci preoccupa. Da parte mia, resto, come tutti gli altri titolari e gestori di stabilimenti balneari, più che soddisfatto dell'intervento pronto ed efficiente dell'Amia e dell'Autorità Portuale. Voglio, invece, evitare di parlare di chi non sembra svolgere coscienziosamente il proprio dovere».
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