Sicurezza
Pensionato morì dopo una lite, camionista assolto
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Lavvocato Giuseppe Ricciotti Era accusato di omicidio preterintenzionale, il verdetto in appello (ebbe cinque anni in primo grado)
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CARRARA. Assolto perché il fatto non sussiste: è questa la sentenza della Corte d'assise d'Appello di Genova nei confronti del camionista carrarese Stefano Ferrari, 32 anni, accusato dell'omicidio (preterintenzionale) di un anziano vicino di casa, Vittorio Gasparotti, per il drammatico e movimentato episodio accaduto nel dicembre del 2008. In primo grado, davanti al gup De Mattia (con il rito abbreviato) il camionista era stato condannato a cinque anni. Il rito abbreviato, come noto, si basa su quanto è allo stato degli atti; l'avvocato difensore Giuseppe Ricciotti, nel frattempo, ha messo a punto ulteriori indagini difensive, una parte delle quali erano state prodotte anche davanti al gup. Da segnalare che già in primo grado la pubblica accusa aveva chiesto otto anni; e anche in Corte d'assise d'appello, dopo che la procura generale aveva fatto appello sostenendo che fosse troppo mite la condanna davanti al gup, il procuratore aveva chiesto nuovamente una condanna a otto anni, chiedendo dunque di riformare in senso peggiorativa. La parte civile - il figlio di Gasparotti, che vive in Inghilterra - era rappresentata dall'avvocato Paolo Barsotti. In primo grado vi era stata una provvisionale di 20mila euro. L'elemento fondamentale che ha portato al verdetto di assoluzione è stato che l'avvocato Ricciotti ha convinto la giuria popolare che non esisteva un nesso di causalità fra la condotta di Ferrari e la morte del pensionato, e che soprattutto non gli aveva dato un pugno. Secondo quanto ricostruito dall'avvocato di Ferrari, la fibrillazione che poi avrebbe condotto all'infarto, sarebbe insorta ancor prima di arrivare alla lite con Ferrari, per i tentativi di spostare l'auto, il suono del clacson e quant'altro. Il legale si era affidato a un'agenzia di investigazioni private per una sorta di inchiesta parallela, per stabilire distanze e tempi. Commenta l'avvocato: «Giustizia finalmente è stata fatta: il mio assistito non voleva fare male a nessuno, e non aveva dato il pugno. La verità è stata portata a galla; ho notato che anche la giuria popolare era molto attenta alle mie argomentazioni». La lite avvenne la sera dell'8 dicembre del 2008 di due anni fa a Molino di Sorgnano. Tutto per una vicenda legata al passaggio nella stradina stretta che costeggia le abitazioni. M.B.
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