Il Tirreno

«Aiuto, il Comune non ci paga»

<b>IL COMUNE APPALTATORE. </b>Una veduta di palazzo civico e l&#146;assessore Alessandro Volpi
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IL COMUNE APPALTATORE. Una veduta di palazzo civico e l’assessore Alessandro Volpi

Imprese in allarme per il ritardo delle fatture. Volpi: colpa del patto di stabilità

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 MASSA. "Il Comune non ci paga". Sale tra le imprese che lavorano per l'amministrazione municipale la preoccupazione per i ritardi nei pagamenti delle fatture. Ritardi che rischiano di mettere in ginocchio diverse ditte. "Tranquilli, pagheremo. In ritardo ma pagheremo", replicano dal Comune. Intanto, però, le aziende devono fare i conti con scadenze, stipendi, costi di impresa già sostenuti.  Le imprese che si sono aggiudicate appalti (o hanno ricevuto affidamenti diretti) dall'amministrazione pubblica i lavori ad esse affidati li hanno realizzati - si tratta di marciapiedi, asfaltatura strade, manutenzione edifici e scuole, fognature ecc. - ma i soldi non li hanno ancora visti. E così bussano alle porte di palazzo civico, mugugnano, si rivolgono al giornale. Perchè - dicono - questi ritardi ci mettono in difficoltà con le banche, rischiamo di non riuscire a fare fronte alle nostre spese e di chiudere o licenziare personale.  Il problema era già emerso nei mesi scorsi, poi per un periodo sembrava divenuto meno pressante. Oggi si ripresenta in modo drammatico, almeno a sentire alcuni titolari di aziende.  Con un paradosso: le casse del Comune non sono vuote, anzi: sono piuttosto floride e dispongono di somme più che sufficienti a far fronte ai pagamenti delle ditte fornitrici e appaltanti.  Tutta colpa del "Patto di stabilità interno" imposto dal governo agli enti locali, spiega Alessandro Volpi, assessore alle Finanze e al Bilancio di palazzo civico.  I vincoli imposti dal Patto, spiega Volpi sono molto rigidi: «Mentre per quanto riguarda i pagamenti inseriti in bilancio sotto la voce spesa corrente non abbiamo alcun problema a effettuare i saldi in tempi brevi, per gli interventi iscritti al titolo II del bilancio, cioè quelli finanziati da mutui o prestiti, dobbiamo diluire i pagamenti nel tempo, siamo vincolati a finestre molto strette».  La "filosofia" del Patto di stabilità è di contenere la spesa pubblica e ridurre il debito dello Stato, obiettivi che vengono messi a carico dei Comuni, con vincoli, sostiene l'assessore al Bilancio, che penalizzano amministrazioni con i conti a posto come quella di Massa. E in gioco ci sono cifre consistenti: basti pensare, tanto per avere cifre di riferimento, che lo scorso anno il Comune ha liquidato per "lavori pubblici" circa 5 milioni di euro e che, sempre nel 2010, ha acceso mutui per 2 milioni.  «Comunque», assicura Volpi, «i pagamenti non sono mai stati interrotti, soltanto diluiti nel tempo». L'amministrazione, spiega ancora, sta effettuando un monitoraggio dei debiti da saldare per individuare le situazioni più critiche e ha, proprio in questi giorni terminato di saldare i pagamenti del 2010, «proprio ieri abbiamo erogato 500mila euro». Ora, iniziano i pagamenti per fatture le fatture emesse dall'inizio di quest'anno. Per le imprese, si tratta di stringere i denti e aspettare. E non è facile. Per loro il saldo entro i canonici 90 giorni dalla consegna dei lavori è ormai un miraggio.

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