Lutto
«Chiusura del campo di Quercia, solo equivoci»
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Stefano Vannini Il presidente Vannini tende la mano dopo la querelle sulla pericolosità del terreno
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AULLA. Querelle centro sportivo di Quercia: dopo la decisione del sindaco, Roberto Simoncini, di chiudere l'impianto a seguito delle segnalazioni di situazioni di pericolo, il presidente della Atletica Lunigiana, Stefano Vannini, interviene per «chiarire alcuni aspetti, causa di incomprensioni e polemiche». «In qualità di massimo dirigente del sodalizio - dice Vannini - ho avuto degli incontri con dirigenti della neonata società di calcio "Aullese 1919", per l'utilizzo dell'impianto. Da parte mia c'è stata disponibilità, fermo restando che il campo, essendo concepito per la pratica di atletica leggera e inoltre sfruttato in questi anni come tale (corse, lanci e salti) risulta non essere più idoneo alla pratica del calcio. Rassicurato dai dirigenti che si trattava solo di quattro giornate promozionali e ludiche, di comune accordo ho messo a disposizione il nostro staff tecnico ed eventuali attrezzi ginnici, informando che i nostri atleti sono in piena stagione agonistica e quindi in allenamento quotidiano. Le nostre intenzioni sono state però fraintese e la presenza in campo dei nostri ragazzi vista come un "presidio del territorio". La pioggia battente, la scarsa affluenza all'evento organizzato e la presenza dei nostri atleti in campo ha purtroppo scaldato gli animi di alcuni presenti. Inoltre, la lettera di un genitore tesserato della nostra società, ma inviata a titolo personale alla stampa, non ha certo sedato gli animi». Vannini, in qualità di presidente della Atletica Lunigiana ribadisce «il nostro impegno nel settore giovanile e promozionale per lo sport, la disponibilità a collaborare con tutte le società che, facendoci richiesta, intendano usufruire dei nostri servizi, fermo restando la disponibilità rispetto ai nostri impegni e programmi di allenamento. Non ho mai segnalato ne riscontrato pericoli o presunti tali all'interno dell'impianto: la zona cantiere tribune è chiusa da recinzione idonea altrimenti non avrei mai organizzato eventi con massicce presenze di studenti delle scuole elementari e dei licei. Non voglio vanificare anni di lavoro e sinergia sviluppati, in accordo con questa amministrazione, per poter riqualificare e rendere autosufficiente l'impianto, solo per polemiche prive di fondamento. I giovani atleti e i fruitori dell'impianto non lo meritano. Rivediamo i fatti con intenzioni costruttive e se ci sarà chiarezza e rispetto da parte di tutti, si potrà dire di lavorare per mantenere i beni comuni».
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