Il Tirreno

Si trovava in un bar e ha visto l’Alfa 156 davanti alla Focus nera. Quando c’è stato lo scontro la posizione delle vetture era invertita

Viale Roma, spunta un testimone chiave

A destra l’Alfa 156 distrutta ha concluso la sua corsa nel cortile del concessionario Autocentro
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A destra l’Alfa 156 distrutta ha concluso la sua corsa nel cortile del concessionario Autocentro

Un uomo ha detto ai carabinieri che le auto si rincorrevano già prima dell'incidente

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 MASSA. Nemmeno 24 ore dopo l'appello degli inquirenti è spuntato il primo testimone chiave dell'incidente di viale Roma che è costato la vita a Ornela Filipi. Ha detto di aver visto le due vetture prima della tragedia: l'auto bordeaux era davanti a quella nera.  L'uomo sabato, poco prima dell'una di notte, si trovava in un bar all'inizio di viale Roma. Ai carabinieri ha raccontato di aver visto l'Alfa Romeo 156, guidata da Edmond Kazaki, il diciannovenne per ora iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo, e con la povera Ornela Filipi a bordo, davanti alla Ford Focus nera con a bordo l'altra coppia di ragazzi albanesi. Se questa circostanza troverà ulteriori conferme, l'ipotesi che le due vetture stessero gareggiando a forte velocità sarebbe più che concreta. Perché l'incidente è avvenuto mentre la Focus si trovava davanti alla 156 e quindi almeno una volta i due mezzi si erano sorpassati. E vista la velocità ipotizzata (i carabinieri hanno parlato fin dall'inizio di oltre 160 chilometri orari) non è difficile dire che comunque ci fosse una sorta di competizione tra i due gruppi che avevano passato la serata a Marina di Massa e stavano raggiungendo un locale del centro.  La testimonianza del cliente del bar di viale Roma è il primo tassello del fascicolo che dovrà essere consegnato al perito che verrà incaricato dal sostituto procuratore Vito Bertoni per definire l'esatta dinamica dell'incidente. E sarà soltanto il risultato della perizia che potrà modificare il capo di imputazione nei confronti di Kazaki: da colposo l'omicidio potrebbe diventare doloso. Ma la premessa da fare è che la legge a riguardo degli incidenti, così come è, difficilemente regge l'accusa di dolo. Ma siamo appena all'inizio dell'inchiesta. E se si troveranno altri testimoni che confermeranno quanto detto dall'uomo interrogato dall'Arma la posizione del diciannovenne potrebbe aggravarsi di parecchio.

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