Sicurezza
Provette: non negli slip ma sotto l'ascella
C.C.
Secondo l'Asl gli utenti devono portarle a Massa così, per tenerle a 37 gradi
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CARRARA. Ti prelevano il sangue a Carrara, ma gli esami della crioglobulina li fanno a Massa. Poco male, se non fosse che l'Asl, non trasporta direttamente le provette, ma invita i cittadini a portarle loro oltre foce, e con un accorgimento perché le fialette devono stare alla temperatura di 37 gradi: «tenere la provetta sotto l'ascella». A meno che non si voglia fare il prelievo direttamente a Massa. L'Asl lo spiega in un comunicato in risposta a un articolo del Tirreno del 31 maggio scorso dal titolo: "Il prelievo? Lo metta nello slip". Riguardava quanto aveva raccontato un'anziana di 60 anni, che dopo il prelievo al distretto di Avenza, con la fialetta del suo sangue in mano si è fatta portare a Massa con un taxi. La responsabile della Zona Distretto delle Apuane Monica Guglielmi, precisa che il personale sanitario «quotidianamente lavora con la massima professionalità e dedizione nel rispetto della cura della persona», «l'episodio riportato dalla cronaca, è stato prontamente smentito dal personale in servizio presso il Distretto di Avenza». Il comunicato prosegue: «Per ritornare ai fatti, l'esame in questione è quello della crioglobulina, che viene analizzato presso il Servizio immunologico dell'ospedale di Massa. Gli utenti che devono effettuare questo esame, vengono informati che, il sangue contenuto dentro la provetta dopo il prelievo, deve essere mantenuto alla temperatura di 37º e consegnato a Massa. Pertanto si prospettano due differenti soluzioni: effettuare il prelievo direttamente a Massa, oppure trasportare la provetta personalmente presso il Servizio. Agli utenti che, per evitare il prelievo a Massa, decidono di portare direttamente la provetta in laboratorio, viene consigliato di tenere la provetta sotto l'ascella, proprio al fine del mantenimento della temperatura richiesta. Nessuna altra indicazione viene prospettata per la conservazione del prelievo». Non è dato sapere quante persone finora hanno effettuato questo particolare "trasporto sotto l'ascella". Né se, fra coloro che non potevano farsi portare oltre foce da parenti o amici, qualcuno abbia guidato in auto, in quelle condizioni, fino a Massa; oppure quanti anziani con provetta ascellare abbiano preso la corriera o il taxi per andarla a consegnare al laboratorio di Massa. Il personale sanitario evidentemente fa tutto quello che può, dando consigli agli utenti in base all'organizzazione dei servizi stabilita dall'Asl: la quale non spiega nel suo comunicato sulle provette, perché non effettua il trasferimento diretto delle medesime, invece di affidarle al trasporto empirico dei cittadini.
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