Il dolore
«Non è possibile dare i permessi ai migranti truffati»
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Il presidio dei migranti al Duomo Il procuratore capo Giubilaro spiega al sindaco la situazione: la legge non prevede quel reato
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MASSA. Nessuna possibilità per i migranti caduti nella truffa della sanatoria per colf e badanti: per loro non è possibile ottenere il permesso di soggiorno come collaboratori di giustizia. Lo ha spiegato il procuratore capo Aldo Giubilaro al sindaco di Massa Roberto Pucci, che ieri mattina si è recato in procura per esprimergli tutta la preoccupazione dell'amministrazione per quello che ormai sta diventando un caso. Gli extracomunitari dopo aver occupato il chiostro del Duomo di Massa si sono spostati in piazza Mercurio, forti di alcune rassicurazioni avute da Pucci stesso (il primo cittadino ha promesso quello che ha effettivamente fatto, andare da Giubilaro) e dal questore Girolamo Lanzillotto. Ora dopo questa doccia fredda è possibile che la protesta torni più forte di prima. Ma è davvero difficile trovare una scappatoia, almeno per la procura: il reato di truffa non è compreso tra quelli che possono beneficiare dei permessi come collaboratori di giustizia. Non è una porta chiusa alle speranze dei migranti, non del tutto almeno. La questura può sempre concedere i permessi per motivi umanitari o simili. Ma bisogna vedere quali saranno le risposte del Viminale in merito. Non c'è carta bianca, tanto per essere chiari, per Massa. E la preoccupazione è che una regolarizzazione, seppur temporanea, dopo le proteste che ci sono state potrebbe attirare ai piedi delle Apuane altri migranti clandestini. Sarebbe un precedente, insomma. Cosa succederà adesso è difficile dirlo. Sabato 21 maggio la manifestazione del coordinamento migranti aveva deciso liberare il duomo di Massa dal presidio, proprio in virtù delle rassicurazioni di sindaco e questore, adesso il procuratore capo Giubilaro porta tutti con i piedi per terra: la legge non prevede questo tipo di intervento e quindi non è possibile rilasciare i permessi. Il coordinamento aveva fornito in questura una lista con una cinquantina di nominativi, ma per ora resterà lettera morta. Tre settimane fa erano stati in cinquecento a marciare da viale della stazione al duomo. Una manifestazione pacifica. Ma poi liberare il sagrato della cattedrale, nononostante le promesse del coordinamento, non era stato così semplice. C'era - e c'è tutt'ora - una frangia di extracomunitari che vorrebbe alzare i toni della protesta, credendo in questo modo di ottenere i permessi. E se la maggioranza più pacifica il 21 maggio si era fatta forte delle promesse di Pucci e Lanzillotto per farli sloggiare, adesso sarà più difficile fermare la voglia di creare confusione.
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