Sicurezza
I geotubi? «Allungano la spiaggia»
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VICEPRESIDENTE. Lassessore provinciale Fabrizio Magnani e accanto un setto riemerso dal fondale in un tratto del litorale L'assessore Magnani: in alcuni tratti abbiamo guadagnato dieci metri
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MARINA DI MASSA. Fabrizio Magnani, assessore provinciale alla difesa del suolo, a sentir dire che i geotubi, punto di forza del megaprogetto antierosione, sono un disastro proprio non ci sta, non si perde in chiacchiere e, carte alla mano, dimostra che in alcuni tratti del litorale la spiaggia ha vinto, rubando al mare anche una decina di metri. In soli tre mesi. E se alcuni geotubi sono riemersi dal fondale, adagiati in battigia come grandi balenottere, non è - chiarisce l'assessore - per errori tecnici. Magnani esordisce sottolineando il suo stupore «riguardo al presunto malfunzionamento dei geotubi e, in particolare, al fatto che si "spiaggino"». Non risparmia critiche - anche se indirette - ai balneari, «a chi azzarda giudizi non suffragati da conoscenze tecniche, perché, dopo innumerevoli incontri, in cui la Provincia ha illustrato il funzionamento tecnico dei setti in geotessuto, c'è ancora chi si aspetta, anche tra gli operatori, comportamenti diversi da quelli normali». Perché lo scopo dei geotubi - e Magnani lo ribadisce - non è quello di vincere la forza delle onde: «I setti trasversali - scrive, infatti, l'assessore, affidandosi alla terminologa tecnica - non hanno il compito di fronteggiare le mareggiate. In altre parole - esemplifica - non possono essere considerati barriere frangi-flutti». Che fanno allora? «Consentono di limitare le correnti longitudinali lungo costa che determinano lo spostamento della sabbia da ponente a levante: in questo modo permettono un lento e graduale recupero della quota dei fondali di fronte alla riva, recupero che permette poi alle mareggiate seguenti di "frangere" più lontano dalla costa ed arrivare con meno violenza sulla battigia». In parole semplici: la profondità si riduce e la forza delle onde si scarica al largo e non vicino alla costa. Rimane un'evidenza: i geotubi sono riemersi. Roberto Aliboni, presidente dei balneari, non ha usato mezzi termini: «Si sono mossi, hanno rotolato, sono sfiancati». Ma per l'assessore Magnani, proprio per quanto ha spiegato - è «normale che durante le mareggiate i setti si scoprano, soprattutto a riva, ed in particolare nei tratti in cui la spiaggia è poca, per la vicinanza dei fabbricati al mare, come nella zona del setto 3, in prossimità del "Palmo mare" (il bagno che due inverni fa ha rischiato il crollo)». Il geotubo, davanti al Palmo, è completamente scoperto, davvero sembra una balenottera spiaggiata e l'assessore spiega il perché: «La radice del setto è stata rifatta recentemente ed è evidente che non ha ancora avuto il tempo di assestarsi e ricoprirsi». Magnani si affida ai dati elaborati dalla Provincia, dopo un lungo monitoraggio, e sintetizza:«I setti stanno svolgendo il loro compito e si trovano dove sono stati posizionati: il funzionamento è confermato dal grafico con l'evoluzione delle linee di riva. Grafico da cui emerge che, nel periodo compreso tra dicembre 2010 e marzo 2011, dopo il posizionamento dei setti e prima dell'inizio del ripascimento, in alcuni tratti si sono avuti incrementi della linea di riva di oltre 10 metri, va registrata una significativa inversione di tendenza rispetto al passato». Per fare la verifica basta mettere i piedi in mare: chi lo fa - assicura Fabrizio Magnani - si ritrova a camminare un bel po' con l'acqua alla vita (in un secca ndr), cosa che fino all'anno scorso non era possibile perchè a riva c'erano grosse buche. Magnani non tira le somme:«Non è possibile fare valutazioni definitive sul funzionamento dei setti a ridosso delle mareggiate perché il loro comportamento deve essere monitorato costantemente e per un periodo lungo», ma non ha dubbi: «La condizione della spiaggia è certamente migliore rispetto agli scorsi anni». La replica adesso ai balneari che sulla spiaggia lavorano ogni giorno.
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