Il Tirreno

La protesta. Dito puntato sulla struttura provvisoria in metallo e tavole sul confine tra Villafranca e Mulazzo

Firme contro il ponte rumoroso

A lato il ponte provvisorio sul Magra e sotto le abitazioni che costeggiano la strada in basso Roberto Malaspina e Donati sindaco di Mulazzo
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A lato il ponte provvisorio sul Magra e sotto le abitazioni che costeggiano la strada in basso Roberto Malaspina e Donati sindaco di Mulazzo

Oltre cento residenti hanno aderito ma il comitato punta a raddoppiarle

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 VILLAFRANCA. Situazione di disagio segnalata dai residenti di Pontemagra, esasperati dal rumore causato delle assi del ponte provvisorio, smosse continuamente dai mezzi in transito. Da qui la formazione del Comitato Pontemagra con relativa raccolta di firme per porre fine alla situazione: comitato coordinato da Vittorio D'Oronzo, Roberto Malaspina, Marino e Paola Talamone.  Finora le firme raccolte sono oltre un centinaio, ossia di quasi tutti gli abitanti del luogo, ma gli organizzatori del comitato stanno cercando di ampliarla in tempi molto brevi.  Vittorio D'Oronzo, ideatore dell'iniziativa, descrive una situazione definita «ormai oltre ai normali confini del quieto vivere».  «Il rumore è così molesto - dice - da impedire il regolare sonno notturno».  E anche per questo si è rivolto, il 20 maggio scorso, all'ufficio Igiene e sanità pubblica, per chiedere un intervento da parte della Asl 1 Massa Carrara al fine di verificare l'impatto del danno acustico sulla salute dei residenti.  «L'inquinamento acustico può causare nel tempo problemi psicologici, di pressione e di stress alle persone che ne sono continuamente sottoposte - aggiunge - quello dovuto a traffico di veicoli in superficie, come nel caso che stiamo osservando, determina in prevalenza effetti di annoyance, ossia sensazione di scontento o di fastidio generico, spesso influenzata oltre che dalla specifica sensibilità del soggetto, da fattori extra esposizionali e motivazionali e di disturbo, cioè l'alterazione temporanea di un organo o di un sistema, ben definito attraverso procedure cliniche o strumentali».  Le richieste di questa rappresentanza di cittadini sono semplici e lineari: che il rumore cessi nel più breve tempo possibile. Per fare questo avanzano l'ipotesi della sostituzione delle attuali travi in abete con un materiale plastico o gommoso fonoassorbente.  Roberto Malaspina lamenta «mancanza di impegno da parte delle istituzioni, la Provincia in primis, poi anche i Comuni di Villafranca e Mulazzo non hanno contribuito a fornire una soluzione».  Quello che fa notare l'ex sindaco di Mulazzo è che «la struttura attuale rimarrà al suo posto per altri tre anni, la Provincia non ha messo a bilancio alcun finanziamento per ristrutturare il ponte. Per quanto riguarda l'iter istituzionale una volta completata la raccolta delle firme verrà tutto inviato alla Provincia e ai Comuni e se non tutto questo non bastasse si passerà a forme di protesta più vivaci».

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