Sicurezza
Cantiere, la procedura di mobilità va avanti
C.C.
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Uno scorcio di Nca La rsu ai capigruppo: va bloccata, la politica convochi l'azienda
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CARRARA. «La procedura sugli esuberi è aperta da metà maggio e non è stata congelata. Continuano ad arrivarci le lettere di mobilità. Rispetto ai 45 giorni per la trattativa sindacale, ne sono passati già più di 20: ci preoccupa il rischio di non avere più tempo», dice Gianni Di Maria della rsu dei Nuovi Cantieri Apuania, che ieri con gli altri rappresentanti dei lavoratori Nca, Emanuele Peselli, Giulio Marchi e Massimo Bianchi, ha incontrato i capigruppo di maggioranza e minoranza con il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni. L'amministratore delegato di Nca, Luigi Mor, ha confermato che «La procedura va avanti. Se non ci saranno esodi volontari, deciderà l'azienda». E' proprio quello che i lavoratori, i sindacati e la politica locale contestano, rivendicando «l'accordo di programma in cui si parla di esodi volontari e incentivati». «Perché - ha chiesto Peselli - le istituzioni non hanno convocato l'azienda per bloccare la procedura? Non sappiamo dovà andrà a finire il cantiere, si parla di un nuovo modello, di abbattere i costi diretti, cioè tagliare l'occupazione. E il rischio della liquidazione c'è ancora. La politica deve trovare un percorso credibile per Nca». Gli operai sono in cassa integrazione straordinaria fino al maggio 2012, e In ballo c'è la seconda nave Rfi (la prima sarà in costruzione da settembre). Peselli ha criticato agli atti deliberati del consiglio comunale a sostegno di Nca: «Vedo una contraddizione forte con quanto sta avvenendo». Bianchi ha preso le distanze da questa valutazione, difendendo la politica «per il supporto dato». Ma se su protocollo firmato fra istituzioni e governo, non c'è stata compattezza tra Fiom (che non lo ha condiviso), Fime e Uil, i tre sindacati sono ora d'accordo nel respingere (e lo hanno fatto al tavolo degli industriali) il piano esuberi, dai 40 ai 55, così come presentato dall'azienda. «O l'esodo è volontario - dice la Rsu - oppure noi non ci stiamo». I capigruppo hanno confermato l'unità: ripartire dal protocollo sul cantiere, ottenere la seconda nave Rfi, sì al solo esodo volontario e incentivato dei lavoratori. Ma qualcuno si è spinto più avanti: Buselli (socialisti) invita a riflettere sul futuro del cantiere a prescindere dalla proprietà; Iginio Dell'Amico (Carrara prima di tutto) e Lanmarco laquidara (Pdl) ipotizzano una riconveresione del cantiere, con soluzioni diverse dal pubblico, se questo servirà a far sopravvivere lo stabilimento e a salvaguardare l'occupazione. I capigruppo vorrebbero stimolare una maggiore partecipazione della città e delle categoria economiche sulla vertenza Nca. Prepareranno un documento da portare al consiglio del 21 prossimo. Massimo Menconi (Prc) ha detto: «Per la vertenza Fincantieri, i genovesi hanno dato un segnale forte, hanno abbassato le saracinesche. Carrara per Nca non lo ha mai fatto».
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