Il Tirreno

Ucciso in combattimento

Laura Seghettini
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Laura Seghettini

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 PONTREMOLI. La storia di Facio, al di là della sua eloquente tragicità, è veramente degna di un romanzo. Da quando iniziò la resistenza al Fascismo e ai Nazisti combattendo in Emilia vicino ai fratelli Cervi, per proseguire con la battaglia del Lago Santo. Fino alla tragica morte, con la fucilazione dopo un processo farsa istruito dai vertici comunisti dei partigiani.  Ma da romanzo è anche la storia di Laura Seghettini, la maestra di Pontremoli che fu fidanzata di Facio. E che gli è stata fedele, ma è stata fedele anche al Partito nel quale ha militato. Ma che comunque ha avuto la forza di raccontare tutto nel suo libro di memorie.  A rompere gli ultimi silenzi è stato poi il libro «Il piombo e l'argento». Dove i due metalli simboleggiano: a) il piombo con cui Facio fu ucciso; b) l'argento con cui Facio fu ucciso una seconda volta: la motivazione della medaglia d'oro parla infatti di una morte in combattimento e non al termine del processo.  Insomma una storia di 65 e più anni fa che meriterebbe un lieto (o comunque vero) fine, anche per chiuderla con le tante polemiche e con il clima di omertà che per troppi anni ha alitato sulla vicenda umana e storica del comandante Facio. Aspettiamo così la decisione del presidente della Repubblica.

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