Trasporti
Poca sabbia, non c'è posto per i turisti
Chiara Sillicani
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BALNEARI A PARTACCIA. Sopra, da sinistra Giovanni Castagnoli Giuseppe Venturini e Mario Maggiani A sinistra lettini accatastati e a destra gli effetti dellerosione, il pattino è a due passi dallacqua A Partaccia il mare erode la costa, centinaia di ombrelloni in meno: i clienti se ne vanno
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MARINA DI MASSA. "Stessa spiaggia, stesso mare" cantava Piero Focaccia negli anni'60. Perché il mare è ritualità: scegli un bagno e non lo lasci più, o almeno così speri. A Partaccia, invece, di turisti costretti a scegliersi un nuovo stabilimento ce ne sono parecchi: tutta colpa dell'erosione. Il mare si mangia la metri di spiaggia, gli ombrelloni sono sempre meno e i turisti sono costretti a trasferirsi. Gli ombrelloni che non ci sono più. I balneari farebbero salti mortali per accogliere i turisti, ma non possono aggiungere ombrelli: non c'è abbastanza spazio. In 3-4 anni hanno visto andarsene 40 metri di sabbia. Giuseppe Venturini, gestore della spiaggia libera attrezzata Oasi, il calcolo lo ha fatto con scientificità: ha misurato la passerella che è stato costretto a togliere, ben 48 metri. Tradotto in capacità ricettiva, significa una sessantina di ombrelloni in meno. E a conferma, basta dare un'occhiata al patino, quasi in acqua. Giovanni Castagnoli è il titolare dell'omonimo bagno, in 2 stagioni - garantisce - ha perso 46 ombrelli. E - questa è la cosa che più lo rammarica - ha dovuto dire no anche a clienti affezionati, tra cui alcuni turisti. Perchè ci sono famiglie che scelgono Partaccia da anni per godersi sole e relax. Castagnoli è così preoccupato da volere entrare a far parte della commissione antierosione istituita dall'associazione Riviera Apuana. I suoi occhi - come quelli di Venturini - sono puntati alla riva, alla ghiaia che il mare ha comiciato a consegnare alla battigia, segno di forte erosione. La storia si ripete al Tropical gestito dalla famiglia Maggiani: ci indicano il palo su cui è affissa una bandiera: «Da lì al mare i metri erano un centinaio - fanno due rapidi conti - adesso si sono ridotti ad una quarantina». E non va meglio davanti alla Torre Fiat dove la spiaggia è un miraggio. Vecchi lavori nel mirino. I balneari di Partaccia hanno un diavolo per capello: al porticciolo del Bozzetto (un circolo nautico) le barche non possono prendere il largo: l'uscita è insabbiata. Lì è finita la sabbia del porto di Marina di Carrara. Il porto, infatti, draga e la stessa quantità di materiale - ma di buona qualità - lo versa al largo. Le correnti non lo depositano sulle spiagge di Partaccia dove l'erosione non dà tregua, ma al Bozzetto e il mare - Venturini lo sottolinea a chiare lettere - continua ad erodere in altezza, creando scalini di un metro. Per ridurli lui Venturini ha chiamato - e pagato - un trattore. I balneari non hanno dubbi: a determinare - o comunque incrementare - il fenomeno erosivo «sono stati i lavori alla scogliera, perpendicolare al mare, poco lontano dalla Torre Fiat. Dopo quell'intervento, qualche anno fa, le onde hanno cominciato a divorare la spiaggia». Un grido d'aiuto. Adesso i balneari chiedono aiuto: la Provincia è corsa ai ripari in altri tratti del litorale? Lo faccia anche qui. E propongono un intervento alle due scogliere, sfalsate di pochi metri, che si stagaliano parallele alla costa. «Hanno bisogno di pochi lavori, dell'aggiunta di qualche masso per evitare che si insinuino le correnti». Ma da quelle parti il problema dell'erosione va di pari passo con il Sin (sito di interesse nazionale) un'area in cui senza il via libera del ministero dell'ambiente non si muove una foglia. Anche se di Sin i titolari dei bagni non vogliono sentirne parlare: «Quando sono stati fatti i lavori che stanno causando l'erosione - chiede provocatoriamente Venturini - il Sin non c'era? Abbiamo bisogno di interventi tampone e senza perdere tempo». O partaccia rischierà il collasso.
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