Finanza
«Musetti puntava sulla Cremonese»
La Mobile di Cremona lo intercetta mentre dal "Picco" telefona al portiere Paoloni
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CARRARA. Suo malgrado, nel tritacarne mediatico e nella bufera del calcio-scommesse ci si è trovato anche lui, Riccardo Musetti, 28 anni, giocatore schivo, attaccante di razza. Prima come parte lesa perché uno dei cinque giocatori "drogati" dal portiere Paoloni prima di Cremonese-Paganese dello scorso novembre. Ora perché "intercettato": è bene dire da subito che Riccardo non è indagato. Vi sono però due profili di rischio per la sua attività professionale di calciatore da cui il giocatore carrarese deve guardarsi: di scommettitore su partite della sua squadra e di "omessa denuncia", per non aver cioè riferito alla procura federale l'episodio del sedativo nel thè, denunciato alla Questura. Si parla ovviamente di giustizia sportiva. Agli atti dell'inchiesta che ha sconvolto il pallone, infatti, vi sarebbe un'informativa della squadra mobile di Cremona - di cui ha riferito ieri il giornale "Il Secolo XIX" - secondo la quale, sulla base di una telefonata intercettata con Marco Paoloni, emergerebbe che Riccardo avrebbe scommesso puntando contro la Cremonese, per una forma - così sostiene l'informativa - di ripicca nei confronti dell'allenatore che non lo faceva giocare, La circostanza (ovviamente tutta da provare) è dedotta da una telefonata del 16 gennaio. Riccardo Musetti, ancora in forza alla Cremonese ma già vicino allo Spezia, a detta degli inquirenti in merito a Spal-Cremonese sarebbe "fortemente interessato alla sconfitta della sua squadra per ragioni analoghe, a quelle del portiere Paoloni", così nell'informativa. Quel 16 gennaio Musetti è proprio al Picco a seguire Spezia-Pavia. In contemporanea c'è Spal-Cremonese (finita 1-1, Paoloni è squalificato). Chiama Musetti dagli spalti dello stadio Picco: sono le 15.42 di domenica 16 gennaio. I ferraresi hanno pareggiato e Musetti - riferisce Il Secolo XIX sulla base dell'informativa della Mobile - sembra confidare in un'altra rete dei padroni di casa, cioè nella speranza che la sua squadra, la Cremonese, sia sconfitta. Musetti: «Oh...uno a uno?... chi ha fatto gol?». Paoloni: «Smit». Musetti: «Vlado? Vlado Smit ha fatto gol? Dai che ne...fatecene un altro... io sono a vedere lo Spezia». Paoloni: «Uno a uno?». Musetti: «No perde due al...». Paoloni: «Perde?». Musetti: «Perde col Pavia». Paoloni: «Pensa te!». Musetti: «Stanno facendo ridere» Paoloni: «Dai ci sentiamo...». Musetti: «Ciao». Quando Musetti parla con Paoloni, lo Spezia perdeva 1-2: poi all'82' arriva il pareggio di Lazzaro. L'attaccante dello Spezia, come detto, secondo quanto riferito nella informativa della Questura, agli amici avrebbe confidato di aver puntato contro la Cremonese perché il suo allenatore Leonardo Acori non lo faceva giocare. DOPO LA DENUNCIA. Vi è anche un'altra intercettazione agli atti, il 28 gennaio scorso: Musetti, ricostruiscono gli inquirenti, è appena uscito dalla Questura di Cremona, dove ha denunciato il caso dell'avvelenamento. Però, questo è il punto, non ne avrebbe informato la procura federale. Musetti parla con Giovanni Fietta, ex giocatore dello Spezia. Sono indecisi se dire o no alla moglie di Marco Paoloni che il marito è sotto inchiesta. Musetti: «Ma secondo te?»; Fietta: «Eh?»; Musetti: «Lui lo sa?»; Fietta: «Chi? Lo sa che gli stanno sotto?». Musetti: «Eh!». Fietta: «Non lo so». Musetti: «E dirglielo?...». Fietta: «Dai ci...ci vediamo dopo....». Paoloni a gennaio va al Benevento. Il 30 Fietta e Musetti si ritrovano. Musetti: «Ma dimmi una cosa, il Paolozzo (Paoloni), l'hai sentito?». Fietta: «No, non l'ho sentito». Musetti: «Lui non chiama tanto...». Fietta: «Dovrei chiamarlo io, mi fa talmente nervoso... e poi sai l'ultima? Sai ha chiesto i soldi, prima di andare via?». Musetti: «No». Fietta: «A Michelone... il macellaio. Robe da matti». Musetti: «E quanto gli ha chiesto?». Fietta: «Cinquemila euro. E li ha chiesti anche a Corrado. Me l'ha detto Corrado.. pensa te, ma si può». Musetti: «A me non me li ha mai chiesti oh...». Fietta: «Però meno male Corrado ha fatto una cosa intelligente... ha chiamato subito Turotti...e Turotti ha chiamato Michela (la moglie di Paoloni). Michela l'ho sentita una settimana fa e l'avevo sentita giù: io non ce la faccio più, ha detto... però non dirlo perché Michela secondo me... a sapere che noi sappiamo ste cose ci sta male...». Musetti: «Che cosa gli viene nella testa...». La conversazione prosegue, i due giocatori sono indecisi sul da farsi. Musetti consiglia di non dire niente. Fietta: «Te lo giuro mi viene nervoso a parlargli.., devo far finta di far l'amico... dovrei chiamarlo e riempirlo di parole...». Musetti: «No no, non è normale". E ora cosa succederà? Sul piano giudiziario, Musetti non è indagato ed anzi è parte lesa per l'avvelenamento subito. Sul piano sportivo, rischia un deferimento dalla procura federale per omessa denuncia e scommesse. Per le scommesse, tutte da provare, dovrà essere bravo a difendersi. Altri servizi alle pag. 2 e 3
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