Il Tirreno

Ex Vaccari, acquistato il 75% dell'area

Federico Ricci
Ex Vaccari, acquistato il 75% dell'area

Top secret sull'identità della cordata di imprenditori italiani e stranieri

2 MINUTI DI LETTURA





 SANTO STEFANO MAGRA. «Il 75% dell'area ex Ceramica Vaccari è stato acquistato da una cordata di imprenditori italiani e stranieri. Di più non posso dire».  Juri Mazzanti, appena riconfermato sindaco, è raggiante per questa notizia che arriva a poche settimane dalla vincente tornata elettorale.  L'area che apparteneva agli austriaci della Hasselbergher (parliamo di 100mila metri quadrati di superficie coperta, 170mila in totale) è passata di mano (o almeno, è stato siglato un compromesso con caparra confirmatoria, vale a dire che l'acquisto è più o meno cosa fatta) e ora la situazione per la ex Ceramica che aveva chiuso i battenti definitivamente nel 2006, dopo che per moltissimi anni i suoi prodotti erano stati esportati con successo in tutto il mondo come le famose piastrelle in terra rossa con le quali sono stati lastricati i marciapiedi di moltissime importanti città, tra le quali New York, appare ben diversa.  La domanda è logica: cosa ne sarà di tutta quell'area?  Il Puc (Piano urbanistico comunale) prevede una grande area dove conviveranno attività industriali, artigianali, terziario e abitativo.  Ma come ha sempre dichiarato il sindaco «nessuna opzione è preclusa», per cui ora ci sono anche gli interlocutori adatti per affrontare il futuro di una grande parte della storia economica e sociale di Santo Stefano.  «È il lavoro di 5 anni di amministrazione. Lo avevo sempre detto che era una priorità e lo è stata per tutti questi anni. Finalmente abbiamo gli interlocutori e con loro l'amministrazione deciderà cosa fare, tenendo conto che anche nel Puc noi abbiamo indicato nel mix funzionale una ipotesi vera di lavoro. Ora la vera sfida sarà il progetto industriale e urbanistica che ci sarà da fare. Ma ribadisco che, per la ex Vaccari, un pezzo della nostra storia, non si tratterà di un processo decisionale calato dall'alt, ma il risultato finale dovrà essere il frutto della massima condivisione su cui dovranno convergere decisioni urbanistiche, architettoniche, economiche e soprattutto ambientali. Insomma si dovrà ragionare in maniera più ampia e meno schematica. Le prossime tappe saranno quelle della formalizzazione dell'acquisizione e poi subito dopo apriremo un tavolo di discussione con i nuovi proprietari. Quello spazio rappresenta un pezzo importante della nostra storia, questo inevitabilmente dovrà essere il caposaldo di qualsiasi previsione di recupero».  Certo le aspettative anche occupazionali su quell'area sono davvero tante: sulla ex Ceramica Vaccari, in ogni caso, si gioca molto, moltissimo del futuro occupazionale di tutta la provincia spezzina.  Un primo passo importante è stato fatto, ora diventa fondamentale scegliere e decidere con lungimiranza cosa diventerà.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze