Il Tirreno

«Viale Roma sembra un circuito»

A destra un automezzo dei vigili del fuoco intervenuto in viale Roma per rimuovere le carcasse delle vetture devastate dalla Alfa Romeo 156; nella foto accanto un mazzo di fiori per Ornela
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A destra un automezzo dei vigili del fuoco intervenuto in viale Roma per rimuovere le carcasse delle vetture devastate dalla Alfa Romeo 156; nella foto accanto un mazzo di fiori per Ornela

Allarme delle forze dell'ordine dopo l'incidente costato la vita a una ragazza

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 MASSA. Più che una gara era una sorta di sfida tra amici: chi dimostrava più fegato nello schiacciare a tavoletta il pedale dell'acceleratore, poteva poi vantarsi con gli sconfitti nel locale del centro dove i cinque ragazzi si erano dati appuntamento per trascorrere la serata. Ma chi era al volante dell'Alfa 156 ha commesso un errore, che è costato la vita a una ragazza albanese di 22 anni.  Ornela Filipi apparteneva a una famiglia di lavoratori, due genitori che con tanta fatica avevano fatto studiare le tre giovani figlie. Ornela prima aveva frequentato il liceo scientifico Fermi, poi si era iscritta alla facoltà di Ingegneria a Firenze. Dava gli esami regolarmente e cercava di mantenersi gli studi facendo qualche lavoretto qua e là. Aveva tanti amici, soprattutto italiani. Da qualche tempo aveva fatto amicizia con un ragazzo albanese, suo coetaneo: Ervis Skenderaj.  Non un fidanzato, ma più di un amico. Sabato era con lui sulla Alfa Romeo 156 guidata dal diciannovenne Edmond Kazaki, per gli amici di Facebook Edmond Eddy. Un collega di Ervis, visto che entrambi sono impiegati nella cantieristica navale. Il terzetto aveva fatto una passeggiata a Marina, dove si era incrociato con altri due albanesi. Quattro chiacchiere e poi tutti e cinque decidono di passare il resto della serata in un locale del centro.  La dinamica e le due vetture hanno fatto sorgere un sospetto ai carabinieri del radiomobile che si sono occupati dei rilievi in viale Roma e nel cortile della concessionaria Autocentro: sia l'Alfa Romeo 156, colore Bordeaux, sia la Ford Focus nera, erano assettate (assetto sportivo), come dicono i ragazzi. Erano ribassate, modificate rispetto ai modelli che escono dai concessionari. Per andare più forte senza ondeggiare troppo, per tenere la strada. E viaggiavano davvero a velocità sostenuta. L'Alfa per combinare tutto quel macello, secondo i militari, non andava a meno di 160 chilometri all'ora. La Ford faceva altrettanto, visto che già un paio di volte si erano sorpassati. In un primo momento si era pensato a una gara vera e propria, ma poi parlando sia con i ragazzi della Focus (illesi) sia con Ervis ed Edmond la dimanica è diventata più chiara: era un gioco, un maledetto gioco che si è portato via la povera Ornela, che probabilmente vedendo sfrecciare così i suoi amici un po' di paura se la sarà anche presa.  L'incidente però apre un problema davvero serio: la sicurezza in viale Roma. Le auto, soprattutto nei fine settimana, raggiungono velocità davvero impressionanti. Le forze dell'ordine hanno più volte fermato automobisti che avevano scambiato la strada per un rettilineo di un circuito di Formula uno. Sabato notte Edmond Kazaki ha davvero esagerato: più di centosessanta dicono al radiomobile senza paura di essere smentiti. Probabilmente la Ford ha frenato un attimo e lui lanciato com'era ha urtato la vettura sul lato posteriore destro e ha iniziato a girare e a capottarsi. Trenta secondi che sembravano la scena di un film: dalla 156 prima è schizzata via Ornela, poi Ervis e infine Edmond. Nessuno dei tre aveva indossato le cinture, probabilmente non pensavano potesse succedere quel che è successo in così pochi chilometri. Ma quell'Alfa colore bordeaux era un proiettile impazzito, mentre rotolava su se stessa come una valanga ha urtato un albero, piegato un palo della luce e sfondato il cancello del concessionario. Poi ha terminato la corsa ammaccando una decina di vetture nuove di zecca, in vendita da Autocentro. ALTRO SERVIZIO A PAG. 10

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