Sicurezza
ALLOBITORIO
Il dramma della sorella «Datecela, torniamo in Albania»
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Ornela e il suo amico Ervis 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. È stata la sorella di Ornela, Jonida, 23 anni, ad arrivare per prima in obitorio. Una piccola ragazza, come Ornela, tanto minuta quanto graziosa, piegata in due dal dolore: «Cosa dobbiamo fare per portare il corpo di mia sorella in Albania?- ha chiesto al medico legale Elisa Menconi - Vogliamo portarla lì, non vogliamo fare il funerale a Massa. Ma abbiamo bisogno di sapere quali sono le pratiche necessarie per fare alla svelta». La giovane ha parlato lungamente col personale dell'obitorio e come un automa ha ripetuto sempre le stesse cose: «Né io né la mia famiglia sappiamo chi erano quei ragazzi con cui viaggiava in auto, sapevamo che doveva uscire sabato ma non con chi doveva uscire. Sono contenta che almeno loro si siano salvati, ma mia sorella mi raccontava tutto, non so perché non mi ha detto che aveva questi nuovi amici». Il corpo di Ornela alla famiglia sarà restituito prestissimo, probabilmente già questa mattina. Il medico legale Menconi ieri pomeriggio ha effettuato la visita esterna della salma e ha stabilito quali sono state le cause del decesso: un devastante trauma facciale. La ragazza è stata sbalzata in avanti come un proiettile, ha sfondato il vetro anteriore dell'Alfa Romeo 156 ed è volata via, cadendo rovinosamente sull'asfalto. Probabilmente si trovava in mezzo ai due sedili anteriori per poter parlare con i suoi amici. Non c'è stato nulla da fare. È morta sul colpo. Il personale del 118 non ha potuto fare nulla. È andata meglio agli altri due occupanti, che probabilmente sono stati sbalzati via dopo un paio di volte che l'Alfa si era ribaltata. Quindi la loro velocità era decisamente inferiore a quella della ragazza.
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