Il Tirreno

«Da 7 anni nessuno vuole il mio fondo»

Riccardo Bruschi, e via S. Maria nel centro storico
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Riccardo Bruschi, e via S. Maria nel centro storico

Bruschi (Pdl): affitti esosi? Qui mancano incentivi, il Comune tolga Ici e Tarsu a chi investe in città

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 CARRARA. «E' ora di finirla anche di scaricare la colpa sugli "esosi" proprietari dei fondi: sono sfitti perchè nessuno vuole aprire un esercizio, ve lo assicuro per esperienza diretta, avendo un fondo vuoto da 7 anni senza aver mai ricevuto una richiesta. Se vogliamo che Carrara torni a vivere bisogna fare in modo che vi siano tanti negozi, bar e ristoranti, belli e di qualità, altrimenti perchè la gente dovrebbe venirci? Attualmente purtroppo abbiamo negozi con target molto bassi persino in via Roma». Un attacco ai commercianti, ma più che altro contro l'amministrazione comunale, colpevole, secondo Riccardo Bruschi consigliere comunale del Pdl e coordinatore provinciale della Giovane Italiani, di non incentivare investimenti e iniziative imprenditoriali in città e in particolare nel centro storico.  «Di recente stiamo assistendo alla chiusura di varie attività commerciali nel centro storico, una dietro l'altra, da via Santa Maria a Piazza Alberica e Duomo. Questo non può che essere letto come un dato oggettivo di una politica fallimentare nella rivisitazione del cuore della città nei confronti dei commercianti, che è andata a mettere in sofferenza quel poco esistente. Partendo dal presupposto che il sindaco, incurante dell'evidente crisi recata agli operatori, si è dichiarato irremovibile su Ztl e Piano della Sosta, è doveroso indicargli alcuni strumenti che si sarebbero dovuti adottare sin da principio».  Bruschi riconosce comunque che, «grazie ad Urban ed a molti privati che hanno provveduto a ristrutturare facciate ed interni degli immobili, il centro è più bello e pulito, e questo pare compensare la lontananza di un parcheggio per i residenti. Per quello che riguarda i commercianti la situazione è ben diversa. Il centro è sì, migliorato esteticamente ma è deserto, come la scenografia del film "Mezzogiorno di fuoco", mancano solo le palle di fieno a rotolare in terra».  La cura, secondo Bruschi, è una politica di incentivi: «cosa che finora non è stata fatta». «Se ne dovrebbe tener conto nel bilancio comunale di previsione che si sta preparando in questi giorni. Basterebbe ad esempio un quinto di quello che abbiamo speso per il Giro d'Italia (l'evento locale è stato coperto da sponsor e non dal Comune ndr.) o un quarto del debito fuori bilancio della Biennale. Si potrebbero prevedere agevolazioni e contributi, o quantomeno l'esenzione fiscale da Ici e Tarsu, ma di certo non si può assistere inerti all'agonia del centro storico, si devono attivare dei correttivi». Il consigliere di opposizione sostiene che l'amministrazione non coglie neppure le occasioni: «Mi riferisco all'associazione di numerosi commercianti marinelli con l'intenzione di aprire circa 30 negozi nel centro storico, una vera manna dal cielo che, da alcune mie domande ed interrogazioni, mi pare non siano seguiti con la dovuta attenzione dall'amministrazione. E il palazzo dei partiti? Altro che asta, Zara od hotel di lusso: anche quello a rischio crollo. E dove sono i turisti ed i croceristi? Molti annunci fatti con pochi riscontri reali». In effetti ieri mattina si sono visti turisti stranieri aggirarsi con aria sperduta, per la città, in una via Roma dove negozi e bar erano chiusi.  Un altro elemento su cui il consigliere Bruschi invita a riflettere «è il regolamento del commercio in città, che preclude a certi esercizi di poter aprire nel centro. Si sta per applicare analogo regolamento su Avenza e Marina. Se talune attività effettivamente contrastano col decoro del centro, siamo sicuri che sia giusto escludere anche uffici pubblici, agenzie immobiliari, banche? Io ritengo che questi potrebbero portare invece un maggiore passaggio, che è la linfa vitale del commercio. Di sicuro - conclude - appare strano fare selezione quando sono più i fondi sfitti di quelli occupati».

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