Il Tirreno

Il contenzioso. Il ministero rivuole i soldi concessi con il patto territoriale del 1999

Maxistangata sulle Terme

Il presidente delle Terme Piero Bardi
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Il presidente delle Terme Piero Bardi

Devono ridare 200mila euro per i lavori all'albergo

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 EQUI TERME. Niente da fare: per ora la spada di Damocle da 207mila euro resta sulla società Terme di equi: il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva nel ricorso presentato contro la richiesta di restituire le agevolazioni ricevute una decina di anni fa per la ristrutturazione dell'albergo. Finanziamento che fu veicolato a Equi attraverso il patto territoriale di fine Anni Novanta.  È una vicenda del passato ma che da circa tre anni fa sta costringendo la società termale - presieduta da Piero Bardi dal 2007 - a ripetute carte da bollo.  In sostanza, sul piano strettamente tecnico-giuridico, la Terme di Equi Spa ha provato a rivolgersi al Tar contro il Ministero dello Sviluppo Economico; nei confronti del Consorzio Zona Industriale Apuana e di Mps Capital Services Banca per l'Impresa Spa; obiettivo, annullare - con richiesta di sospensiva - il decreto ministerialedel giugno 2010, notificato il 27 agosto dell'anno scorso, tramite il quale sono state revocate le agevolazioni concesse in via provvisoria alla società termale nell'ambito, come detto, del Patto Territoriale "Massa-Carrara"; un patto che risale a una dozzina d'anni fa, visto che fu approvato con Decreto ministeriale addirittura del gennaio 1999; si chiede inoltre di annullare la nota del marzo 2008 con la quale Mps Banca per l'Impresa spa, nella sua qualità di "Soggetto istruttore del patto territoriale", aveva trasmesso la relazione finale di spesa con esito negativo. Altro atto che le Terme chiede di neutralizzare, è la nota del 13 giugno 2008 con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha provveduto alla costituzione in mora, per circa 207mila, della società Terme di Equi Spa.  Nella motivazione in cui si respinge la sospensiva, i giudici del Tar spiegano che «a prescindere della questione di giurisdizione prospettata d'ufficio in sede di discussione camerale», a loro avviso il ricorso «non presenta comunque profili suscettibili di favorevole valutazione nel merito». Di conseguenza «non sussistendo i presupposti per la concessione della tutela cautelare, l'istanza di sospensione è da respingere». Per le Terme di Equi, anche la condanna alle spese: duemila euro.  In attesa che il ricorso entri nel merito - con tempi attualmente non pronosticabili - vi è in corso un'altra partita, come ci informa il presidente Piero Bardi: è cioé che Cerit Equitalia ha provveduto, sulla base dei provvedimenti del ministero, a inviare una cartella esattoriale di pari entà, qualcosa più di 207mila euro. Anche contro questa è stato presentato ricorso.  «Noi - sottolinea il presidente - siamo assolutamente sereni e convinti che quei lavori di ristrutturazione dell'albergo fossero giustamente stati inseriti nel patto territoriale e che quindi fossero meritevoli del finanziamento revocato. Non capiamo perché sia invece stato tutto revocato. Noi andremo avanti fino all'ultimo grado di giudizio».  A Equi intanto l'attività termale prosegue: il centro benessere è aperto per ora tre giorni la settimana, la stagione estiva - con l'apertura del centro curativo convenzionato con il servizio sanitario nazionale - avverrà intorno al 15 giugno. M.B.

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