Il Tirreno

Erosione, il disastro dei geotubi

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Il vice- presidente Magnani Accanto i geotubi
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Il vice- presidente Magnani Accanto i geotubi

Balneari preoccupati, la Provincia studia interventi d'emergenza

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 MASSA. Dieci anni di discussioni, un finanziamento da 14 milioni di euro e la speranza che il mega progetto antierosione dia un boccata d'ossigeno al litorale. Invece, proprio quello che avrebbe dovuto essere il punto forte di quel progetto, si rivela la sua più grande debolezzaa: i geotubi falliscono.  I grandi sacchi, riempiti di sabbia dovrebbero rimanere ancorati al fondale, una barriera sommersa per vincere l'erosione e le correnti che la causano senza offendere il paesaggio. Ottimo l'intento, nei fatti, però, le cose - dopo due anni di studi e lavori e tanti soldi spesi - non vanno a gonfie vele. Passeggi sulla battigia, da Cinquale verso Ronchi e ti imbatti in quelle che sembrano balenottere arenate. Possibile che un cetaceo finisca nelle nostre acque? Chiaramente no: quei grandi corpi grigi, adagiati sulla spiaggia, sono i geotubi, riaffiorati dal fondale. Così chi passeggia sulla battigia - turisti in primis - li osserva con sguardo interrogativo. In alcuni tratti dall'acqua ne emergono due o tre. Davanti al bagno Palmo (Ronchi), che due inverni fa ha rischiato il crollo, "la balenottera" è davvero grande. I bambini passeggiano sul suo dorso, la usano come campo da calcio (seppur ridotto). Davvero uno spettacolo poco edificante. I balneari da tempo hanno "seppellito l'ascia di guerra", ma di fronte alla drammaticità della situazione abbandonano la linea morbida e alzano i toni. Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, ammette di essere preoccupatissimo: «In effetti a guardare la battigia si rimane senza parole, i geotubi si sono mossi, hanno rotolato, sono sfiancati. Adesso siamo timorosi, questo è un progetto importante, definitivo. L'anno scorso - prosegue - sembrava che tutto andasse bene, in inverno il mare è stato calmo, adesso è bastata qualche onda per creare i problemi». Aliboni non se la prende con i tecnici: «Non discuto la professionalità e la competenza, sono state fatte davvero molte verifiche e sembra che le proiezioni siano buone, ma la preoccupazione c'è».  La fascia di litorale che sta creando più grattacapi è certamente quella di Ronchi. Tanto da far pensare a un nuovo intervento tampone (le ruspe hanno smesso di lavorare il 31 maggio e avrebbero dovuto restare in pausa fino a settembre inoltrato) nei prossimi giorni. La decisione verrà presa dopo un nuovo sopralluogo con i tecnici della Provincia e gli esperti dell'università di Firenze che hanno seguito il progetto. «L'ultima mareggiata - spiega il vicepresidente della provincia Magnani - ha in effetti rivelato un punto critico nella zona di Ronchi. Abbiamo già eseguito una serie di sopralluoghi e valuteremo se intervenire». Nell'insieme Magnani si dice comunque soddisfatto per il lavoro svolto finora. «Siamo soddisfatti - spiega - per il lavoro svolto finora. Abbiamo garantito la stagione alla quasi totalità degli stabilimenti. D'altronde l'erosione è un fenomeno che non si può eliminare, è possibile soltanto mitigarlo».  Chiara Sillicani  Gabriele Dini

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