Il Tirreno

Campeggio chiuso, sit-in di protesta

<b>INFURIATI.</b> I cartelli di protesta dei turisti rimasti senza campeggio nella zona della Partaccia
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INFURIATI. I cartelli di protesta dei turisti rimasti senza campeggio nella zona della Partaccia

Decine di turisti infuriati in strada alla Partaccia: «Ci hanno buttati fuori»

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 MASSA. Cartelli di protesta, accuse al sindaco e tanta rabbia. Il caso del campeggio rimasto chiuso continua a far discutere. Ora alcune delle famiglie che da anni vengono in vacanza a Marina e che sono state «buttate fuori» dalla struttura fanno sentire la loro cvoce con una sonora protesta e un sit-in. «Questo è un danno enorme per il turismo», si lamenta una signora.  Il cancello all'angolo di via Baracchini è sbarrato. Dietro quello che era l'ingresso del camping impossibilitato ad aprire ci sono alcune guardie giurate che tengono a bada eventuali intrusi.  Ogni tanto passa qualche camioncino: alcuni dei turisti hanno deciso di venire a portare via le loro cose per trasportarle altrove.  Ma un gruppetto di irriducibili ieri ha deciso di organizzare una manifestazione di protesta: un sit-in per rendere noto l'accaduto e per far capire che la mancanza di circa 700 persone può farsi sentire sull'indotto del turismo.  Molte di queste persone - alcuni anche da 30 anni - vengono in vacanza a Marina, sempre nello stesso campeggio. In totale sono 190 le famiglie che col tempo hanno trasformato le loro roulotte in piccole case delle vacanze.  Dopo una lunga dispouta legale il campeggio frequentato da sempre viene diviso in due. Una parte - il Partaccia 2 - continua la sua attività (ed infatti è ancora aperto e attivo). Ma l'area dove sorgevano le «casette» è rimasta in mano ad un'altra società che ha dovuto chiedere i permessi per costruire nuovi bagni e servizi igienici. Impossibile quindi aprire nella stagione in corso, visto che la disputa legale ha avuto una sua conclusione in dicembre e i tempi burocratici in Italia sono sempre lunghissimi.  Insomma, le famiglie si vedono recapitare una lettera: quest'anno il campeggio non aprirà.  Per molti è un dramma: spostare le cose ha un costo e trocvare ospitalità in un altro campeggio non è facile.  Così i turisti sono arrivati alla protesta di ieri. «Ci hanno detto di togliere la nostra roba - protesta una donna che dice di dormire in auto - ma noi non vogliamo farlo. e'nostro dirito continuare a trascorrere le nostre vacanze. Trovare un altro posto è impossibile e ha costi notevoli».  Qualcuno dice anche di essersi visto chiedere 500 euro per poter lasciare le cose all'interno del campeggio in deposito, in attesa che i lavori vengano ultimati.  «E' uno scandalo - insistono i turisti esibendo cartelli con la scritta vergogna e in cui si chiede l'intervento del Comune - se è così che qui vogliono fare il turismo, non ci siamo proprio». G.D.

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