Il dolore
A Montone la Biennale di Zasesh
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Sazesh con Eruzione in bronzo dorato, una delle sue opere in mostra a Montone Carrarese di adozione, ne è curatore ed espositore
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CARRARA.È iniziato il conto alla rovescia per la Biennale Internazionale "Borgo di Montone" in Umbria: in mostra, scultura, pittura e fotografia. Il curatore è Mohammad Sazesh, artista persiano da diversi decenni trapiantato nella nostra città. L'esposizione sarà inaugurata sabato prossimo 11 giugno e proseguirà fino al 7 Agosto, nel museo civico di San Francesco. L'inaugurazione alle 17, poi l'esposizione resterà aperta nei fine settimana, venerdì, sabato, domenica, con orari 10.30-13/16-18.30. Per l'occasione, Sazesh ha la doppia veste di curatore ed espositore (porterà sei sculture e quattro quadri); di artisti carraresi ci saranno Francesco Cremoni e Filippo Rolla, e diversi che a Carrara o nei dintorni lavorano o vivono, come Pier Giorgio Balocchi, Yoshin Ogata e vari altri. Di sicuro richiamo il nome della scultrice Alba Gonzales, con studio a Roma, galleria a Pietrasanta e Fregene, che porterà opere in marmo e bronzo. Oltre cinquanta gli espositori, impossibile citarli tutti: senz'altro significativi Pierre Schumann, Haraco Yamashita, e ancora Alfredo Sasso, Erica Cavalli Beard. Una Biennale che ha costi sicuramente più contenuti rispetto ad altri eventi (compresa l'ultima carrarese, costata un milione e mezzo di euro), e che però ha una sua visibilità ed elementi di novità. Il manifesto artistico è quello inserito nel catalogo dal curatore Sazesh: «"Scultura ars divina" - scrive - è l'aspirazione dell'uomo che modella e plasma la materia informe in modo tale da far divenire vivi ed essenziali in essa l'idea, l'oggetto ed il suo senso. Nella materia è contenuta la forma e si riconoscono sulla superficie le emozioni che raccontano una volontà di relazionarsi col mondo e gli altri esseri umani. È un'arte quella della scultura che in simbiosi con la pittura, attraversa anime, tempi e luoghi che iniziano nella preistoria ed arrivano ai giorni nostri». E nel testo Sazesh esplica i motivi che lo hanno spinto a coinvolgere nella prima Biennale di Montone «un cospicuo numero di artisti, scultori, pittori, fotografi e musicisti per i quali l'intima creatività si caratterizza attraverso l'uso di ricerche tecniche, formali e di elementi linguistici e compositivi diversissimi tra loro».
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