Il dolore
«Chirurgie, no al trasferimento a Massa»
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Il monoblocco dellospedale cittadino L'associazione Frediani: l'Asl sistemi le sale operatorie, e copra i primariati mancanti
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CARRARA. «Il nuovo piano sanitario dovrà partire dal protocollo d'intesa firmato dall'allora assessore regionale Rossi e dall'ex sindaco Conti». «I primariati mancanti non vengono ricoperti. Temiamo che portino tutte le chirurgie a Massa per accorpare e spendere di meno, invece noi chiediamo che le sale operatorie di Carrara vengano messe a norma», «il pronto soccorso ha gravissime criticità», «no alla chiusura del settimo piano del moniblocco». Con una lunga lista di lamentele e di richieste, l'associazione "Frdiani per la difesa dell'ospedale" presieduta da Renzo Giusti, ce l'ha messa veramente tutta. Per avere una sanità locale migliore. Ma ieri nella sala di rappresentanza del Comune, ad ascoltare erano in pochi. Come se alla città non interessasse. Eppure la sanità è in ebollizione, non solo per il bilancio disastrato dell'Asl, ma anche per le proteste dei cittadini che negli ultimi tempi hanno riguardato alcuni aspetti dei servizi. Giusti ha illustrato come dovrebbe essere l'ospedale, da ora alla realizzazione del nuovo ospedale apuano (Noa), e dopo. LE RICHIESTE Medicina nucleare «con l'installazione da subito della Pet-Tac nel complesso ospedaliero di MOnterosso». La Diagnostica radiologica al mono9blocco «dovrà diventare aziendale». Ambilatori di diagnostica encodscopica, gastroenterologica, respiratoria», a Monterosso. Radioterapia al civico. Accoglienza dell'Istituto toscano tumori al civico, Centro senologia al civico. A Monterosso ambulatori medici specialistici, e day-hospital con centro diabetico. Day-surgery aziendale al monoblocco. Sede dell'attività ocnologica come centro di area vasta e interregionale al monoblocco. Anatomia patologica al monoblocco. Laboratorio analisi e atività territoriali del centro trasfusionale, a Monterosso. L'associazione chiede anche l'"Ospedale di comunità", per pazienti dimessi dall'ospedale per acuti e che necessitano di cure. «Siamo nettamente contrari - aggiunge l'associazione nel lungo documento - alla chiusura, sia per le camere dei pazienti in coma, sia per eventuali pazienti paganti, alla chiusura del settimo piano dell'ospedale». L'associazione ha qualche perplessità sul trasferimento dei pazienti in coma, dal reparto alla casa di riposo per anziani (contatti in corso fra Istituzione e Asl per questa soluzione). Attenzione dell'associazione anche ai distretti sanitari, e alle liste di attesa che «stanno diventanto assieme al pronto soccorso, il problema dei problemi». Frecciate alla direzione dell'Asl e anche alla Regione. «Non siamo più disposti a sopportare tagli e ridimensionamenti alla nostra sanità», una situazine che «causa malcontento generale, a utenti e personale». C.C.
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