Il Tirreno

Sparatoria, la droga è l'unica pista

I rilievi dei carabinieri in via Pradaccio
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I rilievi dei carabinieri in via Pradaccio

Gli inquirenti sono sempre più convinti del movente dell'agguato Gli italiani pretendevano il pagamento di una partita di cocaina dai tunisini

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 MASSA. Hanno sparato con l'intenzione di uccidere e per avere i soldi di un debito legato allo spaccio di stupefacenti. Non hanno dubbi gli inquirenti sul movente del regolamento di conti di via Pradaccio. E con le carte che hanno in mano, ma che per ora non vogliono scoprire, sono convinti di ottenere la convalida del fermo da parte del gip Laghezza. Ma i legali di Claudio Fiorentini e Mirco Ceccarelli, i due massesi accusati di tentato omicidio, sono convinti del contrario. E anche se i loro assistiti a quanto pare hanno fatto delle parziali ammissioni sono convinti di poterli tirare fuori dal carcere. Certo che se non viene derubricato il reato, con lesioni aggravate, è dura ottenere perfcino i domiciliari. Comunque si vedrà questa mattina in tribunale quali sono le prove in mano agli inquirenti. Prove che sono inconfutabili, fanno sapere dalla squadra mobile. Ma che non riguardano intercettazioni legate ad altre inchieste sul mondo dello spaccio di stupefacenti.  Intanto gli uomini di antonio Dulvi Corcione hanno incassato anche i complimenti del procuratore capo Aldo Giubilaro per la rapidità con cui hanno risolto il caso. Un'indagine lampo vecchio stile partita dal frammento di un copricerchione della Punto utlizzata per raggiungere via Pradaccio. Un piccolo pezzetto di plastica, un un framemnto del faro anteriore, che per ora ha incastrato sia Fiorentini, 22 anni, si Ceccarelli, 28 anni. Ceccarelli lavora come carpentiere in una ditta apuana (la Punto era proprio della ditta), Fiorentini invece svolge saltuariamente qualche lavoretto. Proprio il ventiduenne è accusato di aver premuto il grilletto contro i tunisini. Da qui, ma non solo, la convinzione che il regolamento di conti sia dovuto a un problema legato alla droga, perché Fiorentini stava terminando di scontare una condanna (gli mancava un anno) per smercio stupefacenti. Era seguito anche dagli assistenti sociali per il suo reinserimento. Il ventiduenne mercoledì ha parlato lungamente con il suo avvocato, Enzo Frediani.  Certo è che se Ceccarelli è andato in via Pradaccio con l'auto aziendale, con tanto di logo, è difficile pensare che l'agguato fosse calcolato. Almeno da lui. Manca ancora l'arma, gettata via da Fiorentini dopo averla usata. Gli agenti la stanno cercando da un paio di giorni nella zona montana di Massa. Ma ancora nulla.

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