Il Tirreno

Davanti al gup si presenteranno due ex funzionari dell’ente, Augusto Calzetta e Renato Alibani

Sicurezza, chiesti 4 rinvii a giudizio

Sotto il sostituto procuratore Manotti: ha chiesto il rinvio a giudizio per due ex funzionari della Provincia per un appalto sulla vigilanza
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Sotto il sostituto procuratore Manotti: ha chiesto il rinvio a giudizio per due ex funzionari della Provincia per un appalto sulla vigilanza

Il pm Manotti vuole il processo per l'appalto di sorveglianza in Provincia

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 MASSA. Il sostituto procuratore Federico Manotti ha chiesto il rinvio a giudizio per due funzionari della Provincia, Lorenzo Paolini e Mario Cardillo, per l'ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta e l'imprenditore Renato Alibani. L'accusa è di falso, abuso di ufficio e turbativa d'asta e riguarda un appalto relativo alla vigilanza di alcuni immobili della Provincia.  L'udienza davanti al gup deve essere ancora fissata. Il pubblico ministero, nonostante la memoria difensiva presentata da uno degli indagati (Paolini), ha deciso di chiedere il processo per tutti e quattro. La ricostruzione fatta dal funzionario non ha convinto l'accusa. L'appalto finito nel mirino della procura era stato concesso dalla Provincia di Massa-Carrara alla società di sorveglianza dell'ex ufficiale dei carabinieri Calzetta (Istituto vigilanza apuano). Il valore dell'appalto era di quindicimila euro all'anno (anche se la somma in realtà doveva essere di dodicimila euro) e prevedeva il controllo degli edifici provinciali, da palazzo Ducale alle scuole dell'ente.  Tutto è partito dalle rivelazioni, con tanto di registrazioni, di una ex socia di Calzetta, fornite al sostituto procuratore Manotti durante l'indagine sulle false cremazioni al Mirteto. Il pm avute le informazioni attivò immediatamente la guardia di finanza e le fiamme gialle nel giro di poche settimane si presentarono in Provincia più volte sequestrando un discreto numero di documenti. Tutti riguardati l'appalto di sorveglianza concesso all'Istituto di vigilanza nel 2007 (la determina è dell'otto marzo del 2007, quattro anni fa). La fonte della procura ha fornito prove che sono state contestate immediatamente ai due funzionari, tra i primi a essere iscritti nel registro degli indagati. La contestazione più grave è quella di aver attestato il falso nel provvedimento amministrativo che affidava alla società di Calzetta (e di Alibani) l'appalto di sorveglianza.  In pratica nella determina hanno scritto di aver contattato telefonicamente l'Istituto vigilanza apuano (che vinse la gara), l'Euroservizi srl (società di Alibani e quindi in conflitto di interesse) e la Metronotte Massa srl. Il titolare di quest'ultima ditta però sentito dal pubblico ministero è caduto dalle nuvole, dichiarando che mai nessuno da palazzo Ducale lo aveva chiamato per comunicargli che c'era un appalto del genere in ballo: «Lo avessi saputo avrei partecipato alla gara, l'appalto ci poteva interessare».  Secondo l'accusa quindi era già tutto calcolato: doveva vincere Calzetta e così l'unico suo concorrente era Alibani, con il quale però l'ex ufficiale condivideva la proprietà dell'Istituto viglianza apuano (uno era amministreatore delegato e l'altro vice presidente del cda). A testimonianza che l'appalto non era proprio regolare, secondo gli inquirenti, anche il fatto che i quindicimila euro per il servizio di vigilanza l'ex colonnello li ha ritirati in contanti mensilmente andando a palazzo Ducale di persona.  L'ultima parola spetta al gup: rinvio a giudizio oppure archiviazione, la sentenza probabilmente dopo l'estate.

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