Il Tirreno

Il green di Aulla. Chiuso il rapporto coi norvegesi della Toscana Holding per realizzare il progetto da 100 milioni

«Golf sì ma non a Malacosta»

Gianluca Uberti
«Golf sì ma non a Malacosta»

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 AULLA. Il campo da golf rientra ancora nelle intenzioni dell'amministrazione comunale aullese, ma potrebbe sorgere non più a Malacosta di Quercia e, soprattutto, non più a opera della società scandinava che si era interessata al progetto, la Toscana Holding As, società di sviluppo immobiliare che controlla la Toscana Holding srl, che ha sede a Sarzana.  Lo afferma il sindaco Roberto Simoncini il quale assicura, però, che il green farà parte del piano strutturale. «Nel giro di pochi giorni - aggiunge il primo cittadino - daremo le necessarie risposte alla commissione paritetica regionale e poi potrà partire il percorso che conduce all'approvazione definitiva del piano strutturale, al cui interno ci sarà il campo da golf. Potrebbe non essere più a Malacosta, potrebbe non essere più realizzato dai norvegesi e occorrerà un processo di partecipazione che coinvolga la cittadinanza per la sua realizzazione».  Tutto è quindi legato all'approvazione definitiva del piano strutturale, come era stato già ribadito in passato, ma ora le novità sono rappresentate dalla messa in discussione sia della location in cui fare sorgere il green che dei soggetti realizzatori. Ricordiamo che l'investimento economico per il green fa davvero tremare i polsi: infatti, la cifra che occorrerà per realizzare il campo da golf e le strutture ricettive (villini e Rta, le residenze turistico-alberghiere) oscilla fra gli 80 e i 100 milioni, da investire su 90 ettari di terreno.  Infine vi è da sottolineare che il campo da golf dovrebbe garantire oltre cento posti di lavoro, comprendendo il cosiddetto indotto. Rimane il fatto che, purtroppo, per ora il campo da golf è una sorta di chimera che ha catalizzato attorno alle sue diciotto buche virtuali, soprattutto, feroci scontri politici, invece di facoltosi turisti provenienti da tutto il globo. Quindi, viste le novità, chissà se il futuro green aullese è ancora una delle priorità per lo svedese Peter Hallqvist, amministratore delegato della società norvegese, e per l'inglese Paul Dellanzo, vice presidente per l'Europa della società americana Troon Golf, indicata per la gestione del campo da golf.  Quello di Aulla, tra l'altro, sarà, se realizzato, il terzo green di cui la Troon Golf si occuperà in Italia, visto che già gestisce i campi da golf di Castiglion del Bosco di Montalcino (Siena) e di Vigne del Barolo (in Piemonte).

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