Il dolore
Unità dItalia. Figuranti in camicia rossa e divise dellesercito piemontese hanno accompagnato i due attori, poi la stretta di mano
Garibaldi e il re: Villafranca come Teano
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La rievocazione dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e re Vittorio Emanuele II è stata proposta con successo alla popolazione di Villafranca Folla alla rievocazione dello storico incontro tra il condottiero e Vittorio Emanuele II
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VILLAFRANCA. «Sire, vi consegno l'Italia», questa la celeberrima frase con cui Garibaldi investì Vittorio Emanuele II del titolo di primo Re d'Italia: la stessa allocuzione è stata ieri riproposta a Villafranca dove, per celebrare il 150º anniversario dell'Unità nazionale, è stato rievocato lo storico incontro avvenuto a Teano nel 1861 tra il condottiero e il re. I due figuranti che hanno rievocato il fatto storico sono partiti da opposte zone di Villafranca, simboleggiando così il percorso effettuato da Garibaldi e Vittorio Emanuele II per incontrarsi a Teano. L'itinerario ha avuto come punti di partenza la parte nord e sud del centro storico villafranchese, il primo percorso dal re Vittorio Emanuele, il secondo da Giusepe Garibaldi, ricongiungendosi in piazza San Giovanni. I due interpreti erano accompagnati da coloro che interpretavano i garibaldini e le guardie dell'esercito piemontese, i primi vestiti con la classica camicia rossa, i secondi in formali uniformi. Ad aprire la strada ai due cortei c'era il gruppo storico del Piagnaro di Pontremoli, che ha partecipato e allietato il pubblico con lo spettacolo dei propri sbandieratori. Questa performance è stata messa in opera con l'intento di segnare il momento esatto della genesi del nostro paese, ma soprattutto per rintracciare i sentimenti di libertà e disperata voglia di indipendenza che trovarono in Garibaldi il leader capace di mettere a segno un impresa che sembrava impossibile. In tantissimi hanno colmato la piazzetta, così da testimoniare un profondo legame, non solo alla propria storia, ma soprattutto all'idea stessa di nazione. Al suono dell'inno, centinaia di voci si sono unite per cantarlo, e le emozioni che ha suscitato questo coro improvvisato, non trovano possibili elementi di paragone. Il vice sindaco, Umberto Zangani, ha rivolto alla popolazione un discorso in cui è sttao fatto riferimento a quelli che sono i valori che hanno reso possibile l'unificazione: la tenacia, la forza e la speranza che tutto potesse cambiare, che finalmente un territorio come quello italiano, frantumato sotto l'egida delle potenze straniere, potesse trovare un sentiero comune, affrancato da secoli di divisioni e lotte intestine. Ancora commozione alle note del "Silenzio", che ha commemorato tutti coloro che 150 anni fa contribuirono, con il massimo sacrificio, cioè donare la vita, a ottenere questo storico risultato.
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