Il Tirreno

Erosione, adesso è in ginocchio Partaccia

<b>LA ZONA.</b> Un tratto del litorale di Partaccia alle prese con l&#146;erosione
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LA ZONA. Un tratto del litorale di Partaccia alle prese con l’erosione

Scalini di un metro sulla riva. I balneari: dopo la bonifica serve un ripascimento

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 MASSA. I massesi quel tratto di costa a Partaccia lo hanno sempre guardato con un po' di distacco, terra di turisti stranieri, più che luogo dell'identità apuana. Ma Partaccia ad essere relegata in serie B non ci sta, alza la testa, si fa sentire. E punta il dito, prima di tutto sull'erosione. Non un problema solo di Ronchi (che, dopo i lavori fatti, torna a respirare): adesso alle prese con gli "scalini" sulla battigia ci sono proprio i balneari di Partacci. Basta un po' di libeccio, il mare si alza e si porta via tonnellate di sabbia che non riconsegna più perchè da quelle parti i lavori antierosione non ci sono.  Tutta "colpa" del Sin (sito di interesse nazionale) per cui, senza bonifiche (in realtà fatte e concluse) e via libera del Ministero dell'ambiente, non si muove un granello. Così ieri mattina, di fronte ai primi turisti della stagione, Giuseppe Venturini, che gestisce la spiaggia libera attrezzata Oasi, si è ritrovato con uno bello scalino sulla riva. E senza che il mare avesse fatto mareggiata.  «Le scogliere non reggono più - spiega Venturini, da uomo di mare - si formano correnti così forti che si portano via spiaggia. In pochi mesi, le onde hanno divorato oltre 30 metri». Poi esemplifica con i numeri: «Lo scorso anno riuscivo a piantare 12 file di ombrelloni, quest'anno ho dovuto accontentarmi di 4».  Ma il problema - assicura - non è la riduzione di ombrelli e, quindi, di introiti: «La mia preoccupazione - prosegue Venturini - è il maltempo, se davvero arrivasse una mareggiata, siamo morti».  Che i problemi ci siano a Partaccia lo ammette anche il presidente dei balneari Roberto Aliboni: «Ci sono bagni in condizioni ancora peggiori dell'Oasi, la situazione è drammatica al Marchini e di fronte alla Turimar, lì le casette sono palafitte». E la soluzione - Venturini ne è convinto - è il ripascimento, certo una soluzione di emergenza che permetterebbe comunque di affrontare dignitosamente la stagione.  La soluzione vera, quella definitiva, è rappresentata dai lavori antierosione. E su quel fronte - parola di Aliboni - le notizie sono positive: «I lavori di bonifica sono terminati» e si riferisce alla rimozione dai fondali di materiale inquinante. Poi puntualizza che si tratta di hot spots, zone circostanziate, delimitate e con livelli bassissimi di inquinamento. In ogni caso la bonifica è terminata il che significa via libera per i primi interventi.  «Ora - prosegue Aliboni -,con la caratterizzazione,i vincoli di bonifica spariscono e possono iniziare i lavori». Primo fra tutti il ripascimento, per correre ai ripari di fronte all'emergenza. Poi la sfida sarà elaborare un progetto (e tradurlo in realtà) per sconfiggere l'erosione. Del resto anche quel tratto di litorale rientra nel più ampio progetto per ridare futuro alla costa. Progetto che per Ronchi e Poveromo si è già tradotto in realtà. Adesso sarà il turno di Partaccia. C.S.

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