La manifestazione
Appalti irraggiungibili
Luca Menconi
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Gianfranco Oligeri e un cantiere edile Confartigianato: piccole imprese tagliate fuori, gli enti locali le aiutino
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CARRARA. Suddividere i grandi appalti da oltre un milione di euro, in più appalti minori, per dare la possibilità anche alle piccole e medie imprese di partecipare, con il 30% di mega appalti, alle gare dalle quali altrimenti sarebbero esluse. Un meccanismo consentito dalle legge legata alla finanziaria, ma che secondo Confartigianato nella provincia è praticamente ignorato. Perciò reclama una maggiore attenzione nei confronti della realtà imprenditoriale locale, da parte dell'amministrazione provinciale e degli enti locali. Questo è il senso della riflessione a 360 gradi sulla situazione economica provinciale illustrata ieri mattina, dal segretario generale di Confartigianato Gianfranco Oligeri, dall'esponente Attilio Papini, e dal presidente provinciale della Confartigianto edili, Sergio Chericoni. Il punto di partenza la recente proclamazione della provincia come area di crisi. A detta di Chiericoni, «le altre province toscane, anch'esse colpite duramente dalla crisi, hanno saputo attrezzarsi per reagire; al contrario, Massa Carrara resta ferma, con le conseguenze che tutti vediamo: diminuzione dell'occupazione, chiusura di aziende e mancanza di investimenti». Secondo Oligeri, c'è scarsa considerazione della piccola e media impresa sul territorio, invece ci sarebbero le opportunità di «sfruttarne il potenziale del tutto rilevante». Una distanza delle istituzioni - ha detto - che risulta evidente nella gestione delle gare d'appalto, specie nell'edilizia. Il protocollo d'intesa del 9 luglio 2009, firmato fra Confartigianto, imprese private ed amministrazione, è rimasto senza seguito. «A parte un certo snellimento delle procedure di autorizzazione - sottolinea Chericoni - tutti gli altri aspetti, dalla collaborazione fra settore privato e pubblico, alla pressione sugli istituti di credito per sbloccare gli investimenti, sono rimasti inattuati». «Per non parlare poi dell'allungamento indicibile dei tempi di pagamento degli enti pubblici nei confronti dei privati per i più svariati servizi resi, che ormai, di norma, si dilungano anche per anni». Nel mirino anche l'impostazione delle gare d'appalto nella provincia. Come spiega Oligeri, importanti progetti (avviati, come l'ospedale unico, o da avviare come il porto turistico), che potrebbero portare, nel pieno rispetto delle norme vigenti, benefici alle imprese locali, invece non li portano, contrariamente a quanto accade in appalti nel resto d'Italia, e in realtà molto importanti come Milano. La realizzazione della strada dei marmi non vede nessuna azienda apuana coinvolta. «Stessa situazione probabilmente si riproporrà per il recente bando del Piuss Tarnone-Fossacava», afferma Chericoni. La richiesta è di riaprire un dialogo fra istituzioni, imprese e Confartigianato. Sull'argomento interviene anche il responsabile attività produttive del Pdl di Massa, Giuseppe Lieti: «Le amministrazioni locali invece di adoperarsi per mettere in atto quello che offre la legislazione nazionale, si distinguono per aumentare le difficoltà». «Perchè non si lavora su progetti che portano all'aggregazione, allo sfruttamento delle diverse pecurialità, tra mondo produttivo, commerciale, artigianale e formativo per creare sinergie per la ripresa dell'economia apuana, assolvendo così ad uno dei compiti principe della politica?». Ritiene che una spinta la dovrebbero dare anche gli istituti di credito.
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