Il Tirreno

Senza colpevoli la morte di nonna Idina

Ufficiale la prescrizione per i 24 a processo per omicidio colposo legato all'alluvione del 2003

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 CARRARA. Colpo di spugna per la maxi-inchiesta sull'alluvione del 23 settembre del 2003: i 24 indagati eccellenti, rinviati a giudizio per l'omicidio colposo di nonna Idina Nicolai (e per un'altra serie di reati legati alla tragica piena del fiume), sono stati tutti dichiarati "prescritti". Nessun colpevole quindi. Una prescrizione ampiamente annunciata da tempo e che si è semplicemente ufficializzata, a termini matematici, nell'udienza di ieri mattina: all'epoca dei fatti per la verità, nel 2003, la prescrizione per il reato principale di omicidio colposo era di dieci anni, e poteva arrivare fino a quindici anni in caso di "atto interruttivo", come ad esempio le richieste di rinvio a giudizio. Ci sarebbe stato tutto il tempo, fino al settembre 2018. Ma nel 2005 è intervenuta la nuova legislazione: dimezzati i tempi di prescrizione. E così, si è passati a sette anni e mezzo. Ieri mattina, il pm Manotti non ha potuto fare altro che prendere atto della matematica e chiedere la prescrizione; l'avvocato Adriano Martini, difensore dell'ex dirigente del settore marmo Mario Marisaldi, ha chiesto che il suo assistito fosse mandato assolto, perché a suo avviso vi era evidenza dagli atti della non colpevolezza. Il pm ha eccepito che di fronte a questa richiesta lui avrebbe prodotto ulteriore documentazione, mettendo i presupposti per un dibattimento vero e proprio. La presidente del collegio, il giudice Maria Cristina Failla, ha però decretato la prescrizione. Ciò lascia aperto uno spiraglio per le cause civili.  Resta l'amarezza per i tempi lunghi di questa inchiesta: complessa, certamente, visto anche il numero degli indagati. Da 41 a 24: il dibattimento è iniziato solo a settembre 2010, e a quel punto, in soli sei mesi era praticamente impossibile arrivare alla sentenza di primo grado.  Gli indagati erano tecnici, imprenditori (Bruno Ambrosini Nobili, Pietro Bacciola, Natalina Maria Beninato Surropaco, Gabriele Cillerai, Maurizio Ercolini, Massimo Gardenato, Carlo Musetti, Luigi Musetti, Andrea Francesco Ricci, Franco Soldati, Riccardo Tedeschi, Giorgio Vanelli 19/02/42, Giorgio Vanelli 31/01/36, Mario Del Sarto, Francesca Fontani, Egisto Nardi); ex sindaci e dirigenti (Lucio Segnanini, Giulio Conti, Sergio Altieri, Claudio Bacicalupi, Quirino Capuzzi, Mario Marisaldi, Giovanni Menna, Piera Fanny). Secondo la procura a provocare l'alluvione era stata una escavazione incontrollata, unita a una gestione ritenuta irregolare dei ravaneti e del territorio.

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