Il Tirreno

Sarzana. La giovane ha detto ai carabinieri di essere stata stuprata nell’auto su cui l’uomo la aveva convinta a salire

La violenta puntandole le forbici

Arrestato un sarzanese indicato dalla ragazza come aggressore e rapinatore

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 SARZANA. Pesantissime accuse per un 43enne sarzanese, peraltro già noto alle forze dell'ordine. Si tratta di rapina aggravata, violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e violenza privata: reati punibili, se provati, con svariati anni di carcere. Da tutto questo dovrà difendersi Roberto Accorsi, arrestato dai carabinieri dopo la denuncia presentata da una giovanissima rumena residente in città, non molto distante dall'abitazione del 43enne.  I militari sono risaliti a Roberto Accorsi dopo oltre un mese di indagini dall'epoca in cui sarebbero stati commessi i reati denunciati da una 21enne di nazionalità rumena, da tempo residente in città.  La ragazza ha infatti chiesto l'intervento dei carabinieri nella notte tra il 14 e il 15 aprile scorsi, affermando loro di essere stata vittima di violenza sessuale e rapina da parte di un uomo di cui ha fornito dettagli per risalire alla sua identità e all'auto dove sarebbe avvenuto lo stupro e la rapina.  Stando al racconto della giovane, sarebbe successo quanto ieri mattina riassunto in conferenza stampa dal capitano Alessandro Coassin, comandante della compagnia carabinieri di Sarzana.  La ragazza e Roberto Accorsi, abitando vicini, si erano conosciuti da qualche tempo e tutto pareva andare liscio.  I due parlavano molto e, come riferito dai carabinieri, il 43enne avrebbe confessato alla giovane di essere sposato e di avere due figli piccoli, ma che il rapporto affettivo era ormai finito.  Si arriva alla sera in questione, quando i due decidono di fare un giro nell'auto che Accorsi usava in quel periodo, non di sua proprietà, ma concessagli temporaneamente da un conoscente. La coppia si è prima diretta verso Castelnuovo e Ortonovo, puntando poi su Sarzanello dove, in un parcheggio, si sarebbe consumata la violenza sessuale in auto.  Con un paio di forbici minacciosamente puntatele addosso, così ha affermato la giovane, il 43enne avrebbe abusato di lei nella improvvisata alcova all'interno dell'auto; poi, non contento, si sarebbe appropriato di 300 euro contenuti nella borsetta della ragazza. Un rapporto sessuale, ha riferito la 21enne, per fortuna protetto.  Poi la coppia si è divisa e solo allora la giovane ha potuto telefonare ai carabinieri, raccontando i fatti e promettendo, dato che era stanca e terrorizzata, che solo in seguito si sarebbe recata in caserma per completare la denuncia.  I carabinieri, grazie alle descrizioni fornite dalla 21enne rumena, sono risaliti in poco tempo a Roberto Accorsi, successivamente convocato in caserma. Per pura casualità, i due si sono presentati nello stesso momento dai carabinieri e quindi la ragazza, affermando di riconoscere il suo aggressore, disse di non sentirsi in grado di restare nei pressi di quell'uomo. Per questo venne fatta accomodare in un'altra stanza mentre venivano raccolte le dichiarazioni di Roberto Accorsi, il quale peraltro si è sempre proclamato estraneo ai fatti che lo vedrebbero coinvolto. Successivamente i militari hanno eseguito esami all'interno dell'auto dove si sarebbe consumata la violenza, in effetti trovando tracce di liquidi organici.  Le indagini sono proseguite per oltre un mese e, nel pomeriggio di martedì scorso, Roberto Accorsi è stato arrestato con le accuse di rapina e violenza sessuale aggravate e sequestro di persona.  Il gip, Diana Brusacà, ha poi disposto la misura cautelare dei domiciliari per Roberto Accorsi.

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di Redazione web