La manifestazione
La variante? Decise Neri
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Il pm Rossella Soffio Lavori alla Comasca: testimonianza di Menconi E Panesi: non ho fatto pressioni per l'ex sindaco
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MASSA. «A dirmi di ampliare la scuola dei Ronchi lato mare anziché lato monti come era stato previsto fu Fabrizio Neri, allora sindaco del Comune di Massa». Ha dichiarato questo il dirigente comunale Leonardo Menconi rispondendo a una domanda del pubblico minisetro Rossella Soffio al processo che vede l'ex primo cittadino imputato con l'accusa di abuso di ufficio. Il dirigente, uno dei tre testi sentiti ieri davanti al collegio Failla, Dragotto e Aracri, ha anche ripercorso l'iter del progetto del plesso scolastico. E lo ha definito anomalo, visto che era l'ex assessore Fabrizio Panesi a chiedergli le modifiche e non l'assessore competente Giorgio Raffi. Il dirigente ha anche ricordato di una riunione nell'ufficio di Neri, presenti Panesi e l'architetto che ha progettato la scuola dei Ronchi Moressa. E lì sarebbero stati suggeriti i cambiamenti, non solo la modifica dell'ampliamento (con lo stesso numero di alunni) ma anche la costruzione di quel parcheggio che secondo l'accusa serviva all'albergo di proprietà dei familiari di Neri. Dopo Menconi a testimoniare è stato chiamato proprio Panesi. Era il responsabile della Pubblica istruzione. L'ex assessore ha risposto a una domanda secca del pm Soffio («si mosse nei confronti di Menconi per modificare il progetto dei Ronchi?»): «Si certo, perché fu deciso di farlo a livello politico. Ma io non ero il portavoce del sindaco Neri perché quella della modifica del progetto di ampliamento non fu una decisione dell'allora sindaco ma di tutta la giunta. Ma quella di andare dal dirigente progettista era una prassi che abbiamo ripetuto per decine di delibere, non c'era nulla di strano». E ha aggiunto: «L'idea di ampliare lato mare invece di lato monti è stata presa ascoltando anche le persone che frequentavano la scuola. Eppoi perché c'era il parco della Comasca con la scuola internazionale di tiro con l'arco». Ultimo a testimoniare Daniele Caldana, che gestisce l'albergo di proprietà dei familiari di Neri: «Volevamo ampliare l'hotel, ma poi non abbiamo fatto più nulla». Prossima udienza il 13 luglio.
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