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Foce insabbiata? «Non è colpa nostra»

<b>ASSESSORE PROVINCIALE.</b> Fabrizio Magnani ha la delega alla difesa del suolo
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ASSESSORE PROVINCIALE. Fabrizio Magnani ha la delega alla difesa del suolo

La Provincia allo Sporting: ciascuno faccia la sua parte

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 MASSA. Troppa sabbia al porticciolo dello Sporting tanto che domenica il motor yacht "Kalinda" si è arenato. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, almeno per la Marisco, la società che da 4 anni gestisce il porticciolo. Adesso sulla questione interviene Fabrizio Magnani, assessore provinciale alla difesa del suolo.  «Desta stupore - scrive - quanto sostenuto dalla società riguardo anche ad eventuali responsabilità rispetto ai processi autorizzativi. Stupore - aggiunge l'assessore - perché parrebbe che la responsabilità del non completamento del dragaggio sia dovuta a ritardi autorizzativi da parte della Provincia e di altri enti. Questo non risponde alla realtà dei fatti». La Marisco ha dichiarato di aver chiesto l'autorizzazione a dragare il 29 ottobre e di averla ottenuta soltanto sei mesi dopo, il 9 maggio. Sulla questione Magnani fornisce dati differenti:«La richiesta è stata presentata al protocollo l'11 novembre 2010 e riguardava esclusivamente i lavori che la Marisco intendeva effettuare con la draga posizionata sui binari che corrono sulla destra del molo. Questi lavori sono stati autorizzati e a quanto ci risulta sono stati ultimati. Il 12 maggio 2011 - precisa ulteriormente - la società presentava al protocollo una nuova richiesta di integrazione per il completamento del dragaggio da effettuare con un pontone escavatore mobile: la richiesta prevedeva una nuova autorizzazione integrativa. Se si fosse programmato per tempo l'intervento complessivo e se le richieste, quella per la draga e quella per il pontone, fossero state presentate contemporaneamente, non è difficile ritenere che i lavori avrebbero potuto essere già ultimati. Da parte della Provincia c'è sempre stata piena disponibilità e completa collaborazione come stiamo dimostrando anche in questa fase autorizzativa. Se, invece, di scaricare responsabilità su altri si facesse un po' di autocritica e ciascusno svolgesse al meglio il proprio ruolo, ne guadagneremmo tutti».

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