Il Tirreno

La disavventura del carrarese Musetti, che poi ebbe un malore

Drogato da un compagno di squadra per giocare male una partita di C1

Riccardo Musetti parte lesa nel nuovo scandalo del calcio scommesse
Riccardo Musetti parte lesa nel nuovo scandalo del calcio scommesse

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 CARRARA. Avvelenato, drogato con un ansiolitico per giocare male. È accaduto al giocatore carrarese Riccardo Musetti, 28 anni, lo scorso novembre.  È sconvolgente leggere l'ordinanza di custodia cautelare nelle pagine che riguardano l'ex compagno di squadra di Musetti, il portiere Marco Paoloni: i due militavano insieme nella Cremonese.  Ebbene, Paoloni, pur di tentare di condizionare - peraltro senza riuscirci - la sfida del 14 novembre dei grigiorossi di Cremona contro l'ultima in classifica, la Paganese, arrivò a drogare i suoi compagni. Evidentemente, Paoloni - poi passato al Benevento - temeva che Musetti potesse andare a segno, e così a lui, e ad altri suoi compagni (Carlo Gervasoni, Redouané Zerzouri, Mario Tacchinardi, Andrea Zanchetta, tutte parti lese nel procedimento in essere contro alcuni big del calcio) fece bere del "Lormetazepam", un ansiolitico che ha come principio attivo la Benzodiazepine. A fine gara, Riccardo Musetti accusò un malessere; si sottopose all'esame delle urine, ed emerse che di fatto era stato avvelenato.  Addirittura, uno dei suoi compagni di squadra, Gervasoni, rimase quella domenica sera vittima di un incidente stradale, di cui non seppe spiegarsi la dinamica.  A quanto risulta agli atti, Riccardo Musetti ha poi presentato denuncia-querela in data 28 gennaio, ed ora è parte lesa nel procedimento. Si costituirà quindi probabilmente parte civile nel processo che sarà celebrato. Nel mercato di gennaio passò poi allo Spezia.  Nella sua carriera, Musetti - cresciuto nella Carrarese, poi ceduto alla Sampdoria giovanissimo - ha militato anche nelle giovanili del Napoli; poi Martina, Imolese, Massese, Cuoiocappiano, di nuovo Massese, Pro Sesto, Treviso, Cremonese e ultimamente Spezia. Attaccante tecnico, la sua migliore stagione è stata il 2009-2010: 15 gol a Cremona.  «Ma che a dormì...sto a scervellarmi per la storia dell'avvelenamento...per quella roba lì». Parte proprio da questa frase - intercettata in una telefonata tra il portiere della Cremonese e poi del Benevento, Marco Paoloni, e Massimo Erodiani, quello che per gli investigatori è una delle figure centrali dell'organizzazione - la nuova inchiesta. Come detto, il riferimento è alla partita della Lega Pro Cremonese-Paganese, giocata il 14 novembre del 2010 allo stadio Zini: al termine di quell'incontro cinque giocatori - il capitano Andrea Zanchetta oltre a Carlo Gervasoni, Redouane Zerzouri, Mario Tacchinardi e Riccardo Musetti - e Alessandro Rivetti, collaboratore della squadra, accusano «palesi sintomi di malessere».  Le analisi sulle urine dei giocatori, rivelano quale è stata la causa del malore: il Lormetazepam. Come e perchè il farmaco è finito ai calciatori, lo rivelano le indagini, che coinvolgono «senza ombra di dubbio», il portiere Marco Paoloni e Massimo Eridiani. Sarebbe stato il primo a metterlo nell'acqua bevuta dai cinque prima e durante l'incontro. SERVIZI ALLE PAGINE 3,4 e 5

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